Mafia e corruzione nella sanità, Grasso: “Io non indagata” e valuta sospensione dall’Antimafia
Enna-Provincia - 11/03/2026
“Non sono indagata e non conosco Vetro”. Lo afferma Bernadette Grasso, esponente di Forza Italia ed ex assessore regionale, tirata in ballo nell’inchiesta della Procura di Palermo per mafia e corruzione che ha portato all’arresto del boss di Favara, Carmelo Vetro, e di Giancarlo Teresi, dirigente del dipartimento regionale tecnico ed all’iscrizione nel registro degli indagati di Salvatore Iacolino, il super manager della sanità siciliana dimessosi poche ore dopo la bufera giudiziaria dal ruolo di direttore del Policlinico di Messina.
Nelle carte dell’inchiesta c’è il racconto della presunta messa a disposizione di Iacolino nei confronti del boss di Favara e in un caso Iacolino avrebbe messo il boss in contatto con altri esponenti politici, come la vicepresidente dell’Antimafia regionale Bernadette Grasso, perché questa potesse raccomandare suoi protetti.
Grasso smentisce con forza
“A seguito dei numerosi articoli di stampa relativi ai fatti oggetto del procedimento penale pendente dinanzi la Procura della Repubblica di Palermo nell’ambito del quale risultano indagati, tra gli altri, il dott. Salvatore Iacolino e tale Carmelo Vetro, e che hanno attenzionato ‘il rapporto’ che sarebbe intercorso tra me e tali soggetti, preciso con fermezza che nei miei confronti non risulta elevato alcun addebito per fatti penalmente rilevanti. Peraltro, non ho mai avuto contezza, né potevo averla, delle pregresse o attuali vicissitudini giudiziarie del sig. Vetro, soggetto le cui fattezze fisiche sono a me sconosciute” afferma la deputata regionale di Forza Italia.
Bernadette Grasso si autospende da Vice Presidente dell’Antimafia
“Pertanto – continua la Deputata – al fine di evitare aggressioni mediatiche e gratuite speculazioni da parte dei professionisti della cultura del sospetto, sto valutando l’autosospensione dalla carica di Vicepresidente della Commissione Antimafia anche per meglio collaborare, ove necessario, con l’Autorità Giudiziaria all’integrale accertamento della realtà storica”.
Valuta querele per le notizie diffuse
“Preciso che ho dato mandato al mio legale, l’avv. Salvatore Silvestro – conclude Grasso – di valutare la rilevanza penale nelle modalità di diffusione delle risultanze investigative di un procedimento nell’ambito del quale non ho assunto, né potrò mai assumere, la veste di indagata”.