Cavi di rame rubati dalle colonnine di ricarica a Enna: episodi in città e in provincia

Enna finisce nel mirino dei ladri di rame. Nei giorni scorsi sono stati segnalati furti di cavi in rame ai danni di alcune colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici in città. Il caso più noto riguarda una colonnina di via Pergusa, dove i cavi sono stati tagliati e asportati. Un altro tentativo si sarebbe verificato in via della Scienza. Colpita anche l’area nei pressi dell’ospedale Umberto I di Enna bassa, dove le colonnine installate nelle vicinanze della struttura sanitaria sarebbero state prese di mira. Il fenomeno si estende anche alla provincia: episodi analoghi vengono segnalati ad Agira e a Nissoria.

A fare scattare l’allarme è stata la denuncia di un residente, che ha reso pubblica la situazione richiamando l’attenzione sul problema.

Perché le colonnine sono un bersaglio

Il motivo è il valore del rame sul mercato nero, dove il metallo viene chiamato “oro rosso”. I cavi delle colonnine di ricarica, in particolare quelli delle stazioni fast e ultra-fast, hanno sezioni ampie per supportare correnti elevate e contengono tra i 6 e i 10 chilogrammi di rame ciascuno. Il ricavato da un singolo cavo può arrivare a 150 euro. Una stazione con più punti di ricarica può quindi fruttare diverse centinaia di euro in pochi minuti. A rendere le colonnine vulnerabili contribuisce anche la loro posizione: spesso installate in aree poco sorvegliate, parcheggi periferici o zone a bassa frequentazione notturna.

ll quadro in Sicilia

Il fenomeno non è nuovo in Sicilia, dove i furti di rame colpiscono da anni reti ferroviarie, zone industriali e impianti pubblici. Nell’ennese, la Valle del Dittaino è da tempo uno dei territori più esposti. Sul fronte delle colonnine, il rischio è considerato elevato soprattutto lungo le aree di sosta dell’autostrada A19 Palermo-Catania. A Palermo, nel 2025, un furto al deposito Amat ha sottratto circa 200 metri di cavi destinati alla ricarica degli autobus elettrici. A Catania i furti da cabine elettriche e impianti stradali sono frequenti. Ad Agrigento si segnalano episodi che hanno riguardato cantieri e infrastrutture pubbliche.

Come ci si difende

Per contrastare il fenomeno, gli operatori stanno installando sistemi di videosorveglianza collegati a centrali operative, sensori che rilevano in tempo reale il taglio dei cavi o l’apertura forzata delle colonnine, e stanno sperimentando la marchiatura chimica o laser del rame per renderlo tracciabile e difficilmente rivendibile. Sul piano investigativo, le forze dell’ordine monitorano i centri di rottamazione, dove il metallo rubato viene più facilmente immesso nel circuito illegale.