Aggressione in discoteca a Enna: ragazza con naso rotto, indagini su baby gang di Piazza
Enna-Cronaca - 30/03/2026
Non bastava il pugno sferrato alla prima vittima, colpita allo sterno e stramazzata a terra nella stessa serata. Dalla notte del 21 marzo emerge adesso un secondo episodio, ancora più grave: un’altra ragazza ha riportato la frattura del setto nasale nel corso di una rissa scoppiata all’interno della stessa discoteca di Enna.
Clima violento
Due feriti, due denunce, un clima di sgomento che si è abbattuto sulla città come un macigno.La seconda vittima faceva parte del comitato organizzatore della festa della matricola di un istituto superiore di Piazza Armerina. Una serata che avrebbe dovuto essere una celebrazione spensierata si è trasformata in un incubo.
Rissa tra due gruppi
La rissa è esplosa tra due gruppi contrapposti, uno proveniente da Enna e l’altro dalla città dei mosaici. Il risultato è scritto sul referto medico che certifica la frattura, e sulla denuncia che la ragazza ha depositato alla polizia.Gli investigatori hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale.
Nel mirino degli inquirenti c’è un gruppo proveniente da Piazza Armerina, al cui interno figurerebbero alcuni giovani già noti al commissariato locale per episodi analoghi: violenza, risse, turbativa dell’ordine pubblico. Al momento non risultano provvedimenti a carico dei presunti responsabili, mentre le ragioni dell’aggressione restano ancora da accertare.
Piazza Armerina e la movida che fa paura
Non è la prima volta che giovani provenienti da Piazza Armerina finiscono al centro delle indagini per episodi di violenza nel capoluogo ennese. Per gli investigatori, il gruppo già in passato aveva funestato la movida di Enna.
La psicoterapeuta: “Dietro ogni violenza c’è un disagio che urla”
A dare un volto psicologico al fenomeno che angoscia la provincia è la psicoterapeuta Jlenia Baldacchino, che su ViviEnna ha firmato un’analisi lucida e perturbante. Le baby gang nascono spesso come risposta a un bisogno non soddisfatto: sentirsi visti, riconosciuti, parte di qualcosa. L’adesione al gruppo offre protezione e identità, ma anche un sistema di regole alternative in cui i comportamenti trasgressivi diventano strumenti per ottenere status e rispetto. In questo schema, la violenza non è mai fine a sé stessa: è un linguaggio distorto con cui si esprime disagio, frustrazione, esclusione.Un quadro che non assolve i presunti responsabili, ma aiuta a capire.