Il “flirt” di 3 assessori di Dipietro con Crisafulli: il corto circuito politico alle elezioni a Enna

C’è qualcosa di politicamente bizzarro in quello che si muove attorno alla candidatura a sindaco di Mirello Crisafulli, espressione del Partito Democratico. Il Pd siede all’opposizione del Comune di Enna. Eppure tre assessori in carica della giunta Dipietro sarebbero pronti a convergere proprio su di lui. E’ quanto circola negli ambienti politici ennese in questa intricatissima ed enigmatica campagna elettorale verso le amministrative del 24 e del 25 maggio prossimi.

Nicola De Luca, Biagio Scillia e Rosario Vasapollo, quest’ultimo esponente della Lega, partito che nel panorama nazionale siede stabilmente nel centrodestra, sarebbero vicini al sostegno – anche senza scendere personalmente in campo – della candidatura del dem Crisafulli.

Le dimissioni ufficiose di Vasapollo

Vasapollo, peraltro, avrebbe già rassegnato le dimissioni in via ufficiosa, un gesto che ha il sapore di una presa di distanza dall’amministrazione di cui ancora formalmente fa parte.

Il cortocircuito è evidente: tre membri di una giunta si orientano verso il candidato di un partito che quella giunta la contesta ogni giorno in aula consiliare. Una contraddizione difficile da spiegare agli elettori, ma che racconta meglio di qualsiasi analisi lo stato di salute dell’esecutivo Dipietro.

La regia della Campanile

Se De Luca, Scillia e Vasapollo guardano verso il Pd, dall’altra parte della giunta si muove con altrettanta disinvoltura l’assessore al Bilancio Rosalinda Campanile. Il suo orizzonte, però, è diverso: è lei la regista politica attorno alla candidatura di Giovanni Contino, ex assessore dello stesso sindaco Dipietro.

L’operazione Contino ha trovato una sponda in Mpa e Noi Moderati, che hanno aderito al progetto. Una parte dell’area civica completa il quadro. È, a tutti gli effetti, un tentativo di raccogliere l’eredità dell’amministrazione uscente o almeno di rivendicarne una continuità ma senza Dipietro e, soprattutto, senza l’unità che sarebbe necessaria per vincere.

Il risultato plastico è quello di una giunta che, a pochi mesi dalla fine del mandato, lavora su almeno due fronti contrapposti. Un’anomalia che in una città più grande farebbe scalpore. A Enna, dove i nomi pesano e le reti personali contano, è la misura di quanto l’asse di governo si sia definitivamente sfilacciato.

Forza Italia fa da sola: Gargaglione e la terza via del centrodestra

A rendere il quadro ancora più frammentato ci pensa Forza Italia, che ha scelto di non seguire né l’asse Campanile-Contino né tantomeno di guardare verso il centrosinistra. Gli azzurri hanno puntato su Paolo Gargaglione, presidente del Consiglio comunale, costruendo di fatto una terza candidatura autonoma nel campo che dovrebbe essere compatto.

Gargaglione parte da una posizione istituzionale di rilievo e può rivendicare una sua visibilità nella vita politica cittadina. Ma la sua candidatura, per quanto legittima, cristallizza la rottura: il centrodestra ennese arriva alle urne diviso in almeno due tronconi principali, senza che si intraveda una recomposizione dell’unità prima del voto.

Fratelli d’Italia nel caos: due anime, nessuna rotta

Il capitolo più tormentato è quello di Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa a livello nazionale e colonna portante della giunta Dipietro. Il partito della Meloni a Enna vive una crisi interna che si proietta direttamente sulla competizione elettorale.

Una parte del partito spinge per Gargaglione, l’altra sembrerebbe orientata verso Contino. Due nomi, due visioni che non riescono a trovare una sintesi. Il rischio, concreto, è quello di disperdere voti e influenza in una competizione dove ogni preferenza conta.

Crisafulli, un Pd che corre da solo o quasi

Sullo sfondo di questo quadro caotico, Mirello Crisafulli e il centrosinistra osservano quel che accade dall’altra parte ma sarebbe un errore dipingere il candidato dem come il beneficiario automatico del caos altrui. La sua coalizione, al momento, è tutt’altro che blindata.

Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Italiana non convergeranno su di lui. Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, non ha ancora sciolto le riserve. Va detto che si tratta di forze che a Enna devono ancora dimostrare il proprio peso elettorale reale: la loro assenza o ambiguità pesa, ma non necessariamente in modo determinante sui numeri finali.

Resta tuttavia il fatto che Crisafulli si presenta alle urne con un perimetro di alleanze più stretto sotto l’aspetto politico ma il Barone rosso punta sul voto trasversale, considerata la sua immensa popolarità, che si tradurrebbe nel voto disgiunto. Ed è qui che emergerebbe il suo vero obiettivo: vincere subito, al primo turno, superando la soglia del 40%, perché con il ballottaggio la partita è diversa.