Crisafulli candidato a sindaco di Enna: “Il simbolo del Pd sono io, in squadra Marino e Venezia”
Enna-Cronaca - 09/04/2026
A Enna il tempo sembra essersi fermato, o forse ha solo preso la rincorsa. Mirello Crisafulli, per tutti il «Barone Rosso», ha rotto gli indugi: mesi di sussurri e tatticismi si trasformano in una discesa in campo che ha il sapore della sfida frontale. Vuole essere lui a raccogliere il testimone di primo cittadino detenuto per 11 anni da Dipietro — che lo sconfisse nel 2015 — alle amministrative del 24 e 25 maggio prossimi.
La partita col Centrodestra
Mentre il centrodestra resta impantanato nelle secche di una faticosa ricerca di unità — con Giovanni Contino che ha detto no, Paolo Gargaglione ancora resistente e De Rose alla finestra ad aspettare — Crisafulli ha giocato a carte semi-coperte, lasciando che gli avversari «rosolassero» nell’incertezza, per poi colpire con la precisione di un veterano della politica siciliana.
Il simbolo
Non mancano però i nodi da sciogliere. Il più spinoso riguarda il simbolo del PD: circolano voci di un veto romano, di un partito nazionale pronto a negargli l’uso del logo. Crisafulli le liquida come invenzioni, ma non offre garanzie definitive. Poi, con la stoccata che lo contraddistingue, chiude il discorso a modo suo: «A Enna il simbolo del partito è Crisafulli».
La squadra con Venezia e Marino
È sulla squadra, però, che il Barone alza davvero la posta. I primi due assessori designati sono Fabio Venezia, deputato regionale, e Stefania Marino, onorevole nazionale: profili di peso che segnalano una volontà di governo d’alto bordo e legano a doppio filo il destino del Comune ai palazzi che contano, a Palermo come a Roma.
Il caso M5S
Resta il capitolo Movimento 5 Stelle, dove la manovra si fa più sottile. L’abito ufficiale non c’è — le turbolenze interne ai grillini siciliani hanno impedito la presentazione di una lista formale — ma la sostanza sembra già in cassaforte. Crisafulli ammette colloqui avviati da un mese e rivendica il sostegno della base: «Molti simpatizzanti, molte persone del M5S voteranno per me».
È la politica dei due forni in versione ennese: la solidità del PD da un lato, la spinta fluida del civismo a cinque stelle dall’altro. Il Barone è tornato. E stavolta sembra giocare per vincere.
Ha collaborato Francesco Librizzi