Simbolo Pd negato a Mirello diventa un caso, Carta (Mpa): “A Lentini Dem con Forza Italia”

Il “caso Enna” travalica i confini provinciali e si impone come il vero paradigma delle contraddizioni interne al Partito Democratico siciliano, diventando terreno di scontro anche nelle altre province al voto. La vicenda di Mirello Crisafulli, a cui il PD nazionale ha negato l’utilizzo del simbolo per la corsa a sindaco, è stata infatti platealmente citata da Giuseppe Carta, deputato regionale siracusano dell’Mpa, per evidenziare quelle che definisce incoerenze tattiche del centrosinistra.

Il paradosso siciliano: da Lentini a Enna

Mentre a Enna il Nazareno sceglie la linea dura contro lo storico leader locale, a Lentini la situazione appare speculare ma rovesciata. Giuseppe Carta ha sollevato un interrogativo politico che sta agitando il dibattito regionale: Perché il PD nega il simbolo a Crisafulli a Enna, ma a Lentini lo mantiene nonostante un accordo aperto con pezzi di Forza Italia?

Secondo quanto denunciato da Carta, a Lentini l’intera lista di Forza Italia (riferibile al deputato regionale Riccardo Gennuso) sarebbe confluita nelle liste a sostegno del candidato del Partito Democratico, Enzo Pupillo. “Può il PD allearsi con Forza Italia?” si chiede polemicamente l’esponente dell’Mpa, mettendo in luce un doppio standard che vede il simbolo dem “oscurato” a Enna per ragioni politiche, ma orgogliosamente esposto a Lentini in un’alleanza con gli avversari storici del centrodestra.

Crisafulli: “Il PD a Enna sono io

Nel cuore della Sicilia, la risposta di Mirello Crisafulli non si è fatta attendere. Presentandosi al suo elettorato alla Kore con un piglio di sfida — “Sono ancora qua come Vasco” — il “Barone Rosso” ha trasformato il diniego del simbolo in un atto di ribellione identitaria. Crisafulli ha sferrato un attacco frontale ai vertici romani del partito, definendoli “pseudo dirigenti nazionali” e invitandoli ironicamente a scendere in piazza per la pace invece di occuparsi di veti elettorali.