Il futuro del Governo Schifani si decide ad Enna: vertice di FdI con Arianna Meloni e Donzelli

Passa da Enna una delle partite politiche più delicate per il governo regionale guidato da Renato Schifani. Lunedì prossimo, in un hotel del capoluogo ennese, Arianna Meloni e Giovanni Donzelli riuniranno dirigenti, parlamentari nazionali e vertici siciliani di Fratelli d’Italia per un confronto a porte chiuse che si preannuncia decisivo.

Il vertice a Enna ed il caso Amata

Non una semplice riunione organizzativa, ma un vertice politico ad alta tensione. Sul tavolo, oltre alle imminenti amministrative di fine maggio, peserà soprattutto il caso che ha scosso la giunta regionale: quello dell’assessora al Turismo Elvira Amata, recentemente rinviata a giudizio con l’accusa di corruzione.

Il rimpasto

La vicenda ha accelerato riflessioni e manovre interne alla maggioranza di centrodestra, aprendo concretamente lo scenario di un rimpasto di governo. Un tema che sarà inevitabilmente al centro del confronto ennese, dove la linea politica del partito di maggioranza relativa dovrà trovare una sintesi tra esigenze di tenuta dell’esecutivo e pressioni dell’opinione pubblica.

L’attesa di Schifani

Secondo fonti politiche, il presidente Schifani sarebbe orientato ad attendere proprio l’esito del vertice di Enna prima di assumere decisioni definitive. Un passaggio non formale, ma sostanziale, che potrebbe segnare tempi e modalità della revisione della giunta. Del resto, lo stesso governatore, in un’intervista rilasciata a Libero, ha confermato l’intenzione di intervenire: “A breve procederemo al rimpasto del governo”, ha dichiarato, lasciando però intendere che servirà ancora qualche giorno per chiudere il cerchio.

Le accuse

Intanto, il caso Amata continua a tenere banco anche sul piano giudiziario e mediatico. Le contestazioni mosse dalla Procura di Palermo ruotano attorno a un presunto scambio di favori con l’imprenditrice Marcella Cannariato, già condannata in primo grado con rito abbreviato nell’ambito della stessa vicenda.
Nel dettaglio, all’assessora viene contestata l’assunzione di un familiare — un nipote — in una società riconducibile all’imprenditrice. A questo si aggiungerebbe il pagamento di spese di alloggio a Palermo, per un valore di circa 5.000 euro, che sarebbero state sostenute dalla Cannariato.
Secondo l’accusa, tali benefici avrebbero avuto come contropartita un trattamento di favore nei rapporti con la Regione Siciliana, con possibili vantaggi per le attività dell’imprenditrice nel settore turistico.
Un quadro che, al di là degli sviluppi giudiziari ancora da definire, ha già prodotto effetti politici immediati. L’opposizione incalza, chiedendo un cambio di passo, mentre nella maggioranza si moltiplicano le valutazioni sull’opportunità di una sostituzione.

Enna come crocevia

E così Enna, per un giorno, diventa il crocevia delle decisioni. Da una riunione riservata potrebbe uscire l’indirizzo politico destinato a ridisegnare gli equilibri del governo regionale. Un passaggio tutt’altro che secondario, in una fase in cui stabilità e consenso restano variabili decisive per il futuro dell’esecutivo siciliano.