Elezioni, Colianni attacca Crisafulli: “Ha accordo con Lega e Dc, lui è il padre dell’acqua privata”

E’ una campagna elettorale, quella per le amministrative di Enna, in cui è la gestione del servizio idrico il tema dominante. Questa volta a lanciare il sasso nello stagno  è l’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, esponente di primo piano del Mpa-Grande Sicilia uno dei “padri” politici del candidato a sindaco del Centrodestra, Ezio De Rose. Il bersaglio è Mirello Crisafulli, alfiere del Centrosinistra, che ha sfidato i rivali, soprattutto il Governo regionale, di cui fa parte Colianni, chiedendo di procedere con il passaggio dalla gestione privata a quella pubblica.

Il rebus del simbolo, “Crisafulli con Lega e Dc”

Nel suo affondo, l’assessore regionale tira prima in ballo la collocazione politica di Crisafulli, a cui il Pd regionale e nazionale hanno negato il simbolo, costringendolo ad usarne un altro.

L’attacco di Colianni parte da una contestazione quasi “estetica” ma profondamente politica: il simbolo. Per l’assessore, la proposta di Crisafulli sarebbe viziata da una mistificazione dei fatti che parte proprio dall’immagine sotto cui si presenta agli elettori.

“È difficile persino definirlo candidato del Partito Democratico, considerato che ha alterato il simbolo del proprio partito per candidarsi insieme alla Lega, celata nella lista ‘Prima Enna’, e alla Democrazia Cristiana”, punge Colianni.

Un’accusa di trasformismo che punta a destabilizzare l’elettorato di sinistra, dipingendo l’operazione “Ed” come un’insalata russa politica dove il rosso del PD sfuma nel verde leghista e nel biancoscudato della DC. Per l’esponente del governo Schifani, si tratta di un’operazione che “già di per sé racconta molto” sulla coerenza del progetto avversario.

La memoria corta sull’emergenza idrica

L’assessore ribalta la narrazione dei “ritardi regionali”, riportando le lancette dell’orologio al 19 novembre 2004.

Colianni afferma che l’attuale situazione idrica ennese nasce da una convenzione sottoscritta dall’allora presidenza della Provincia su preciso indirizzo politico del centrosinistra. “Il candidato di ‘Ed’ è stato protagonista della stagione delle privatizzazioni dei servizi pubblici in provincia di Enna”, attacca l’assessore, sottolineando come quelle scelte abbiano prodotto “bilanci degli enti locali compromessi e costi elevati per i cittadini”. La stoccata finale è per i parlamentari regionali dell’area Crisafulli, accusati di non aver mai affrontato realmente il problema quando ne avevano l’opportunità.

Riforme e investimenti

Contro la “narrazione artificiosa” dell’avversario, Colianni schiera i numeri del governo regionale. Secondo quanto sostenuto dall’assessore sono tre i passaggi chiave: una legge (già redatta e prossima al passaggio in Giunta) per un ambito unico regionale con tariffe uniformi. Fondi da 209 milioni di euro destinati alle ATI, inclusa quella di Enna, per reti fognarie e perdite idriche e poi la questione dighe: 8 milioni per la manutenzione e la partnership strategica con Edison per la diga Villarosa, che porterà 500 mila euro annui ai comuni del territorio.

Rifiuti: Il “modello Enna” contro il passato

Infine, il confronto si sposta sulla spazzatura. Qui Colianni rivendica il successo di Eco Enna Servizi, presentandola come l’antitesi della gestione Crisafulli. Se il passato era fatto di ATO in perdita, il presente parla di una società interamente pubblica in equilibrio, con la raccolta differenziata al 70% (primato tra i capoluoghi siciliani) e una delle TARI più basse dell’isola