Il voto a Enna, un altro ex amministratore svela: “Dipietro ha contribuito al successo di Crisafulli”
Enna-Cronaca - 09/06/2026
C’era da aspettarselo. Quando una sconfitta è di quelle che bruciano, undici anni di governo spazzati via in una serata, i conti si fanno, prima o poi, e non sempre in pubblico. L’analisi apparsa nei giorni scorsi su ViviEnna, affidata a un esponente dell’ex cerchio dipietrista, ha innescato una reazione silenziosa ma netta. Un’altra voce, anch’essa proveniente dall’interno di quella stagione amministrativa, ha scelto di raccontare una versione diversa. Non per contradire per il gusto di farlo, ma perchè sostiene, la storia che circola fuori non coincide con quella che si è vissuta dentro.
L’analisi politica
“Una ricostruzione semplicistica e poco rispondente al vero”, è il giudizio secco. Il punto di partenza è lo stesso: la disfatta del centrodestra alle comunali del 25 maggio. Ma la lettura cambia radicalmente. Perché se la prima fonte individuava nelle faide interne, nella stanchezza dell’elettorato e nella natura della candidatura De Rose le cause principali del crollo, questa seconda voce sposta l’asse altrove. Molto più in alto. E molto più indietro nel tempo.
L’accusa a Dipietro
La tesi, espressa con cautela ma senza troppi giri di parole, è che la sconfitta non sia stata soltanto subita. Sarebbe stata, almeno in parte, preparata. “Dipietro ha contribuito volutamente alla vittoria di Crisafulli”, afferma la fonte, elencando una serie di figure, nomi noti della stagione dipietrista, che avrebbero fatto il percorso inverso, passando dall’altra parte prima ancora che i giochi fossero fatti.
Nella tesi della fonte, l’ex sindaco avrebbe dato “l’ok ai suoi fedelissimi alla candidatura da quella parte” tra cui “De Luca, Rizza, Gloria, Vasapollo, oltre a Vasco e Sanfilippo” ed ancora “Lea Lipuma, Mistretta e Scillia, rimasto in giunta fino all’ultimo giorno di mandato”. Sarebbero tra coloro che avrebbero orientato i propri consensi lontano da De Rose.
L’asse con la Kore
Il quadro che emerge è quello di un travaso di consensi tutt’altro che spontaneo e la fonte avanza una propria interpretazione politica in cui emergerebbe un’asse tra Dipietro e il rettore dell’Università Kore, Cataldo Salerno, con Crisafulli come principale beneficiario in termini politici.
In questo scenario, anche le candidature mancate assumono un significato diverso. Il ritiro di Paolo Gargaglione, rimasto per anni in attesa di una candidatura poi non arrivata, non viene letto come un gesto di unità della coalizione, ma come l’ennesima mossa di un copione già scritto. Il tono complessivo non è quello della requisitoria. È piuttosto quello di chi, a giochi fatti, ritiene di dover mettere a verbale una versione dei fatti che altrimenti resterebbe sommersa. “Il tempo stabilirà alcune verità”, concede la fonte. “Altre non si sapranno mai”. Quel che è certo è che il dibattito attorno alla sconfitta del centrodestra ennese è appena cominciato.