Acqua, il Tribunale di Palermo ammette l’azione di classe contro AcquaEnna per i rimborsi

Il Tribunale di Palermo ha dichiarato ammissibile l’azione di classe promossa da 181 utenti ennesi contro AcquaEnna S.c.p.A., la società che gestisce il servizio idrico nel territorio di Enna. La decisione, emessa l’11 giugno scorso dalla sezione specializzata in materia d’impresa, apre formalmente la strada a un giudizio che potrebbe portare alla restituzione di somme versate negli anni dagli utenti su voci di bolletta ritenute non dovute. Un pronunciamento accolto con soddisfazione dal Comitato Senz’AcquaEnna promotore di questa iniziativa portata avanti dagli avvocati Luca Calì, Claudio Longo e Gianpiero Cortese

Le tariffe e le partite pregresse

Al centro della controversia ci sono due addebiti contestati. Il primo riguarda le tariffe per fognatura e depurazione: secondo i ricorrenti AcquaEnna avrebbe continuato a riscuotere quelle quote pur senza garantire un servizio efficiente. A sostegno di questa tesi vengono citati i risultati di controlli ambientali condotti da ARPA tra il 2017 e il 2025, oltre agli atti di un procedimento penale pendente presso il Tribunale di Enna. Il secondo addebito contestato riguarda le cosiddette “partite pregresse”: importi comparsi nelle bollette a partire dal 2015 e riferiti a periodi molto più lontani, tra il 2005 e il 2011, che gli utenti ritengono non dovuti e chiedono di vedersi restituiti.

La difesa di AcquaEnna

AcquaEnna si è difesa su entrambi i fronti. Sul fronte della depurazione, la società sostiene di aver applicato le tariffe soltanto agli impianti effettivamente attivi e funzionanti, e contesta l’utilizzo degli atti penali come prova, rilevando che le perizie svolte in quella sede erano state dichiarate nulle. Sulle partite pregresse, invece, la difesa richiama una specifica delibera dell’autorità regolatoria nazionale ARERA e le determinazioni adottate dall’autorità commissariale competente, che avrebbero legittimato quegli addebiti.

Il Tribunale da ragione al Comitato

Il Tribunale, pur senza entrare nel merito, ha ritenuto che le richieste dei 181 utenti siano sufficientemente omogenee e non manifestamente infondate per proseguire il giudizio. Resta invece ancora aperta la decisione sull’inibitoria: i ricorrenti chiedono che venga sospeso fin da subito l’addebito in bolletta della quota relativa a fognatura e depurazione. Su questo punto i giudici hanno chiesto agli avvocati dei ricorrenti ulteriori chiarimenti entro il 30 settembre prossimo, data in cui è fissata la prossima udienza.

“Possono aderire altri utenti”

“Ed è proprio qui la notizia – fanno sapere dal Comitato Senz’Acqua Enna – più importante: grazie a questa azione, mai intrapresa prima d’ora nel nostro territorio, tutti i cittadini della provincia di Enna che si trovano nelle medesime condizioni potranno aderire, anche coloro che non avevano partecipato all’iniziativa originaria. Questa non è la vittoria di un comitato. È la dimostrazione che quando i cittadini si uniscono e difendono i propri diritti, possono ottenere risultati concreti”