Il paradosso ennese: stipendi aumentati per la Giunta, lavoro gratis per il Capo di Gabinetto
Enna-Cronaca - 15/06/2026
A Enna la politica viaggia a due velocità: quella degli aumenti delle indennità e quella del volontariato d’eccellenza. Mentre la città ancora discute degli aumenti record per i vertici del Comune, il sindaco Mirello Crisafulli ha calato l’asso con la Determina Sindacale n. 30 dell’11 giugno 2026.
Il nuovo Capo di Gabinetto lavorerà gratis
Con questo atto viene nominata Capo di Gabinetto Maria Giovanna Puglisi, ma con una clausola che fa notizia: lavorerà senza percepire un solo centesimo. Il contrasto è immediato e quasi stridente: proprio nei giorni scorsi, infatti, tra i primi atti dell’amministrazione Crisafulli, la giunta ha deliberato l’aumento delle indennità sfruttando una norma regionale. Risultato? Oltre 9 mila euro mensili per il sindaco, poco più di 4 mila per gli assessori e cifre tra i 5 e i 7 mila euro per il Presidente del Consiglio.
La determina
Mentre gli inquilini del palazzo blindano i propri compensi, per il braccio destro del primo cittadino si sceglie la via del francescanesimo amministrativo. La determina parla chiaro nell’oggetto, definendo il ruolo come un “conferimento di incarico esterno a titolo gratuito”. Entrando nel dettaglio tecnico del provvedimento, il sindaco Crisafulli mette nero su bianco che:
“Il presente incarico è conferito a titolo gratuito ai sensi dell’art.90 TUEL, non comporta un rapporto di dipendenza con l’Ente né competenze di natura gestionale”. Un passaggio fedele che non lascia spazio a dubbi: la Puglisi, scelta per le sue comprovate “esperienze e conoscenze nel campo dell’amministrazione degli Enti territoriali” , offrirà il suo supporto strategico per la cura dei rapporti esterni e l’attività politico-istituzionale fino alla scadenza del mandato del sindaco, ma lo farà pro bono.
Il dibattito in città
Questa scelta ha alimentato ulteriormente il dibattito sull’opportunità politica che già infiammava le piazze ennesi. Se da un lato la nomina a costo zero può apparire come un tentativo di bilanciare i costi della politica, dall’altro accentua la distanza tra i beneficiari delle nuove indennità e chi, invece, deve accontentarsi del prestigio del ruolo.