Aeroporto ennese, Fillea Cgil Sicilia: “Vera emergenza è lo spopolamento non la cenere”

La Fillea Cgil Sicilia e quella di Enna ritengono che il ritorno periodico del dibattito sull’aeroporto nell’ennese, ogni volta che l’Etna mette in crisi Fontanarossa, rappresenti l’ennesima dimostrazione di una politica che rincorre le emergenze invece di governarle.

Ne sono certi Giovanni Pistorio e Salvo Carnevale, segretari generali di Fillea Cgil Sicilia e di Fillea Cgil Enna, che dichiarano: “Non scopriamo oggi che l’Etna condiziona l’operatività dell’aeroporto di Catania. Lo sanno l’Ingv, l’Enac, gli operatori aeroportuali, i cittadini siciliani e chiunque segua il sistema dei trasporti dell’isola. È una criticità nota da decenni, non un fulmine a ciel sereno. Per questo consideriamo approssimativi, populisti e leggermente fuori tempo gli interventi di questi giorni. Le aree interne non possono diventare terreno di slogan ogni volta che si verifica un’emergenza. La domanda che poniamo è molto semplice: un aeroporto per fare cosa? Se l’obiettivo – si consenta l’ironia – è permettere ai giovani siciliani di partire ancora più velocemente verso altre regioni o Paesi, allora non stiamo costruendo sviluppo, ma stiamo rendendo più efficiente lo spopolamento. Se invece l’ipotesi di uno scalo nella Sicilia centrale si inserisce dentro una strategia complessiva che prevede investimenti industriali, logistica, alta capacità ferroviaria, edilizia pubblica, rigenerazione urbana e casa, innovazione, università e lavoro stabile, allora il confronto merita di essere affrontato con serietà e sulla base di studi tecnici, economici e ambientali”.

La Fillea Cgil Sicilia e quella di Enna rifiutano la politica degli annunci. “Le infrastrutture – aggiungono Pistorio e Carnevale – non sono mai fini a sé stesse ma devono essere strumenti complementari affiancati a una politica che si propone: occupazione di qualità, contrasto all’emigrazione giovanile e ricostruzione di una prospettiva per le aree interne della Sicilia. La vera emergenza non è la cenere dell’Etna ma la desertificazione demografica, produttiva e occupazionale della Sicilia interna. Su questo serve un confronto pubblico, permanente, serio e fondato sui dati, non sulle emozioni del momento, giocando con rabbia di cittadini e turisti”.

I segretari generali di Fillea Cgil Sicilia ed Enna concludono: “Questa impostazione consentirebbe di spostare il dibattito dall’opera in sé al modello di sviluppo della Sicilia, offrendo un contributo qualitativo e riconoscibile rispetto alle prese di posizione emerse in questi giorni”.