Nuovo aeroporto in Sicilia: Venezia propone lo scalo tra Catenanuova e Dittaino
Enna-Provincia - 11/08/2026
Il nuovo stop di Fontanarossa provocato dalla cenere dell’Etna riaccende il dibattito sulla vulnerabilità del sistema aeroportuale siciliano e rilancia una proposta che guarda direttamente alla Sicilia centrale.
Il nuovo aeroporto nell’Ennese
A formularla è il deputato regionale del Pd Fabio Venezia, che indica nell’area centro-orientale dell’Isola, tra Catenanuova e Dittaino, la possibile sede di un nuovo grande scalo aeroportuale.
L’emergenza di questi giorni è un nuovo capitolo di una situazione che si ripete ogni volta che l’attività dell’Etna produce emissioni di cenere tali da condizionare lo spazio aereo e l’operatività dello scalo catanese. Anche nelle ultime ore la nube vulcanica ha provocato la sospensione dei voli a Fontanarossa.
Per Venezia il problema non può essere affrontato soltanto con la gestione delle singole emergenze.
Le criticità di Fontanarossa
“Creare uno scalo alternativo intercontinentale nell’area centro-orientale della Sicilia, tra Catenanuova e l’area di Dittaino, potrebbe non solo risolvere le sempre più frequenti criticità di Fontanarossa, ma dell’intero sistema dei trasporti isolani anche in funzione dell’imminente potenziamento della rete ferroviaria Palermo-Catania”, afferma il parlamentare regionale.
La proposta, dunque, non viene presentata esclusivamente come una soluzione alternativa alle chiusure di Fontanarossa, ma come un progetto più ampio di riorganizzazione della mobilità siciliana. L’elemento territoriale assume un peso particolare: l’area indicata da Venezia si trova infatti lungo l’asse interno interessato dal potenziamento della Palermo-Catania.
L’idea di Confindustria
Secondo il deputato del Pd, l’idea di un grande aeroporto nella Sicilia centrale non sarebbe inoltre nuova. “Negli anni passati – aggiunge – anche Confindustria Sicilia paventò l’idea di realizzare un grande scalo aeroportuale nella Sicilia centrale capace di indirizzare il traffico verso le destinazioni dell’area mediterranea, del Medio Oriente e del sud del mondo”.
Venezia lega la necessità di una seconda infrastruttura aeroportuale proprio alla particolare esposizione di Fontanarossa alle conseguenze dell’attività dell’Etna. “Le sempre più frequenti criticità di Fontanarossa, dovute all’eccessiva vicinanza al vulcano Etna, che con le sue eruzioni e altre attività naturali (emissione di cenere vulcanica), impone a volte per ore e a volte per più giorni, la chiusura dell’aeroporto o comunque un suo funzionamento a singhiozzo”, sostiene.
Il tema, nella sua impostazione, è quindi quello della resilienza del sistema aeroportuale siciliano.
I disagi
Quando Fontanarossa subisce limitazioni, spiega Venezia, si verificano dirottamenti verso altri scali e, nei casi più gravi, cancellazioni, con conseguenze sui passeggeri e sull’intero sistema dei trasporti.
Studio di fattibilità
Da qui la richiesta alla Regione di passare dalla discussione politica a una prima verifica concreta. “Il Governo regionale attivi tutte le procedure per l’affidamento dell’incarico dello studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione dell’aeroporto intercontinentale del Mediterraneo, da allocare nell’area centro orientale della Sicilia”, chiede il deputato ennese.
Lo studio dovrebbe essere, nelle intenzioni di Venezia, il primo passo per verificare concretamente la possibilità di realizzare l’opera e per aprire un confronto con Roma. “E’ necessario aprire un tavolo di confronto con il governo nazionale ed in particolare con il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti”, afferma, richiamando anche la competenza concorrente di Stato e Regione in materia.
La proposta prevede inoltre la costituzione di un Gat, Gruppo di Azione Territoriale, capace di coinvolgere gli enti pubblici e i soggetti privati potenzialmente interessati al progetto e di avviare le interlocuzioni con le autorità competenti.
“Istituendo un Gat (Gruppo di Azione Territoriale) che coinvolga tutti gli enti e i soggetti pubblici e privati potenzialmente interessati alla realizzazione dell’opera che possa farsi carico di attivare le propedeutiche interlocuzioni con le competenti autorità di controllo, ovvero Enac ed Enav”, conclude Venezia.