Targa per ricordare Gabriele Giadone, multa da 1500 euro del Comune alla famiglia

La multa di quasi 1.500 euro per la targhetta dedicata a Gabriele nel luogo in cui il 15enne perse la vita e, ora, la diffida legata alle testimonianze dei genitori durante un evento sulla sicurezza stradale. Due episodi distinti riportano l’attenzione sulla vicenda di Gabriele Giadone, morto il 10 maggio dello scorso anno a Barrafranca mentre era a bordo del suo scooter. Per quella morte Giuseppe Paternò è imputato per omicidio stradale ed ha presentato una nuova richiesta di patteggiamento. La prossima udienza, questa volta con il giudice Ornella Zelia Futura Maimone, è fissata al 27 ottobre prossimo.

La multa per la targhetta dedicata a Gabriele

Dopo la morte del figlio, i genitori Lucia e Angelo avevano collocato una piccola targhetta nel luogo dell’incidente. Secondo quanto riferito dalla famiglia, il sindaco di Barrafranca ne avrebbe chiesto la rimozione. Ai genitori è stata quindi notificata una multa di quasi 1.500 euro per avere mantenuto la targhetta nonostante la diffida. Un episodio che la famiglia vive come un ulteriore ostacolo alla possibilità di mantenere vivo il ricordo del figlio.

“Abbiamo scelto la strada della giustizia e non della vendetta – dice il padre di Gabriele – continuiamo a subire attacchi gratuiti da un uomo che è imputato per omicidio stradale ma continuiamo ad avere fiducia nella magistratura”.

La nuova questione dopo l’evento di Scoglitti

A distanza di tempo, un’altra questione riguarda l’evento “Tutti insieme per la vita”, organizzato a Scoglitti all’inizio di agosto. Tra musica, danza e testimonianze, sul palco erano intervenuti anche Lucia e Angelo Giadone, raccontando la propria esperienza dopo la morte del figlio.

Paternò ha inviato una diffida al Comune di Vittoria in relazione all’iniziativa. La vicenda ha provocato la presa di posizione dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, che rivendica il diritto dei familiari a parlare e ricordare le vittime.

“La pendenza di un procedimento penale non può tradursi nel silenzio dei familiari della vittima – dice la presidente nazionale Pina Cassaniti – né una diffida può costituire uno strumento di preventiva compressione della libertà di manifestazione del pensiero e dell’attività istituzionale dell’associazione”.

Il legale della famiglia

“I genitori del giovane Gabriele hanno tutto il diritto di commemorare in qualsiasi modo il figlio, vittima di uno sfortunato incidente stradale – dice Paolo Piazza, avvocato del Paternò – . Non è stato come dicono loro un assassinio ma una disgrazia. Tutta la nostra solidarietà, quindi, alla famiglia”.