Ati Enna, il risiko politico sulla presidenza: si complica la partita sul direttore generale
Enna-Cronaca - 19/08/2026
Il rinvio a settembre della scelta del nuovo vertice dell’Ati idrico di Enna si intreccia, secondo quanto emerge dal confronto tra i sindaci, con logiche che vanno oltre il piano tecnico-amministrativo, in un contesto reso più delicato dall’avvicinarsi delle elezioni regionali.
L’ipotesi La Spina
Tra i nomi circolati per la successione a Nino Cammarata vi sarebbe, secondo quanto riferito da fonti vicine all’assemblea, quello di Salvatore La Spina, sindaco di Centuripe e come Cammarata esponente di Fratelli d’Italia, già vicepresidente dell’ente negli ultimi anni. Un’indicazione che, sempre secondo quanto raccolto, non troverebbe pieno consenso tra i sindaci dell’area di centrosinistra, che vedrebbero con cautela un profilo ritenuto vicino all’uscente in una fase in cui la partita delle regionali condiziona gli equilibri politici del territorio. Cammarata risulta peraltro tra i nomi accostati a una possibile candidatura all’Ars, circostanza che, secondo alcuni sindaci e non solo di area Centrosinistra, renderebbe più delicata la scelta del suo successore.
Il nodo tariffe
Sullo sfondo resta la richiesta di aumento del costo dell’acqua all’ingrosso avanzata da Siciliacque, già respinta dalla presidenza uscente e ora all’esame della Commissione Idrica Regionale. Legare la nomina a un nome espressione diretta dell’uscente, in un momento in cui si discute di un possibile rincaro delle tariffe già tra le più alte d’Italia, rischia di trasformarsi in un boomerang politico per chiunque venga scelto. Insomma, passare per il presidente che ha avallato gli aumenti non piace a molti.
La partita del direttore generale
Al nodo della presidenza si affianca quello, altrettanto aperto, della figura del direttore generale, ruolo rimasto scoperto dopo l’uscita di Stefano Guccione. Tra i sindaci si confrontano due impostazioni diverse: una che chiede di portare a termine la procedura di selezione avviata da gennaio, con bando pubblico e commissione che avrebbe già valutato i candidati in corsa.
Un’altra che ritiene preferibile un’indicazione diretta da parte dell’assemblea dei sindaci. Cammarata, da parte sua, ha espresso una posizione netta a favore del completamento della procedura già avviata, sostenendo che un eventuale cambio di impostazione avrebbe dovuto essere deciso prima dell’apertura del bando. Nel dibattito circolerebbero anche altri nomi legati a stagioni precedenti della governance dell’ente, senza che al momento vi siano conferme ufficiali sulle reali intenzioni dell’assemblea in tal senso.
Verso settembre
Resta fissato a settembre il termine entro cui l’assemblea è chiamata a sciogliere entrambi i nodi. Un appuntamento che si annuncia delicato, in un contesto in cui il confronto tra i sindaci sconta inevitabilmente anche le dinamiche in vista delle elezioni regionali, senza che questo tolga centralità alle ricadute concrete che la scelta avrà su cittadini e utenti del servizio idrico.