Aeroporto nel Dittaino, c’è il sì di Cammarata: la proposta diventa bipartisan
Enna-Provincia - 12/08/2026
L’ipotesi di un aeroporto nella Valle del Dittaino torna al centro del dibattito politico siciliano e raccoglie una nuova apertura da Fratelli d’Italia. Dopo il rilancio di ieri da parte del deputato regionale del Pd Fabio Venezia, interviene Nino Cammarata, presidente provinciale di FdI, che considera il tema «non più una questione rinviabile».
Il dibattito sul nuovo scalo
La proposta di un aeroporto nella Sicilia centrale non è nuova. Già nel 2023 Venezia aveva rilanciato l’idea di uno studio di fattibilità per un aeroporto-hub nell’area centro-orientale dell’Isola. Nello stesso periodo era arrivata un’apertura da Fratelli d’Italia con la deputata nazionale Eliana Longi, che aveva indicato la zona di Catenanuova come possibile area per il nuovo scalo.
Ora Cammarata torna sull’ipotesi indicando più precisamente la Valle del Dittaino. «Non si tratterebbe semplicemente di uno scalo a supporto degli aeroporti già esistenti, ma della possibilità di realizzare un vero e proprio hub strategico, capace di fare della Sicilia uno dei principali snodi aeroportuali del Mediterraneo», sostiene.
La Sicilia ostaggio delle eruzioni dell’Etna
Il presidente provinciale di FdI lega il tema anche alle difficoltà provocate dall’attività dell’Etna sull’aeroporto di Catania. «La Sicilia non può essere condizionata dalla presenza dell’Etna», afferma, sottolineando come quanto sta accadendo in questi giorni stia provocando «un danno all’economia siciliana», soprattutto in un periodo importante per il turismo.
Ma per Cammarata la questione va oltre l’emergenza. Un’infrastruttura aeroportuale nel cuore della Sicilia avrebbe, secondo il dirigente di FdI, «una funzione decisiva per lo sviluppo dell’entroterra», contribuendo «a ridurre gli squilibri territoriali, creare nuove opportunità e rafforzare il tessuto economico e sociale dell’Isola».
«È il momento di aprire una discussione seria, concreta e senza pregiudizi», conclude Cammarata, annunciando che FdI farà la propria parte «affinché questo tema entri finalmente nell’agenda delle istituzioni regionali e nazionali».