Diga Ancipa, Futuro nazionale alla Regione: “L’acqua non sparisce per decreto”
√i√i - 19/08/2026
Il calo di oltre 2,5 milioni di metri cubi d’acqua registrato nell’invaso dell’Ancipa nella prima metà di agosto riaccende la polemica sulla gestione della risorsa idrica nell’Ennese. A intervenire è Carmelo Mirisciotti, referente ad Enna di Futuro Nazionale, che chiede un cambio di passo nella gestione delle risorse e delle infrastrutture idriche.
Ancipa, Mirisciotti: “L’acqua non sparisce per decreto”
Nel mirino del movimento c’è la spiegazione fornita dall’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, secondo cui il calo, segnalato dal Movimento per la difesa dei territori – sarebbe legato a un “prelievo programmato” per l’irrigazione dei consorzi di Catania ed Enna.
“La risposta dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, che liquida il drastico calo come un semplice ‘prelievo programmato’ per l’irrigazione dei consorzi di Catania ed Enna, è l’ennesima dimostrazione di una burocrazia che si muove per carte bollate mentre i rubinetti dei cittadini dell’entroterra restano a secco”, dichiara Mirisciotti.
“L’acqua non sparisce per decreto. Giustificare un consumo quintuplicato in piena estate, nel silenzio delle istituzioni regionali, significa ignorare deliberatamente la sete e l’esasperazione di un intero territorio”.
Reti idriche e manutenzione delle dighe
Per Futuro Nazionale, l’emergenza non può essere ricondotta soltanto alla situazione climatica. Mirisciotti indica tra le priorità il rifacimento e il potenziamento delle infrastrutture, contestando le perdite della rete idrica e le carenze di manutenzione delle dighe dell’entroterra.
Nel documento viene inoltre evidenziato il paradosso degli sversamenti forzati durante i mesi invernali, legati alle carenze strutturali dei sistemi di sbarramento e sicurezza, mentre in estate la disponibilità d’acqua diventa critica.
Cinque comuni dipendono dall’Ancipa
La questione assume una particolare rilevanza per l’alta provincia di Enna. Secondo Futuro Nazionale, Troina, Nicosia, Gagliano Castelferrato, Cerami e Sperlinga dipendono totalmente dall’Ancipa per l’uso idropotabile. Il movimento collega quindi la gestione della risorsa anche al futuro delle aree interne: l’incertezza sull’acqua, sostiene Mirisciotti, rischia di aggravare ulteriormente lo spopolamento.
“Il tempo delle scuse è scaduto”
La richiesta finale è quella di un piano straordinario per affrontare strutturalmente il problema.
“Chiediamo un piano straordinario di investimenti reali sulle reti idriche provinciali, il completamento immediato delle opere accessorie, a partire dalla traversa sul fiume Martello, e una gestione strategica della risorsa idrica che metta al primo posto la sopravvivenza dei territori e del tessuto produttivo agricolo locale”.