Migranti e scontro social: i circoli siciliani di “Futuro Nazionale” fanno quadrato attorno al comitato locale

Non si placa la bufera politica e mediatica sollevata a Barrafranca dopo la dura presa di posizione del Comitato Costituente n. 461 di Futuro Nazionale contro la delibera di Giunta n. 64, l’atto con cui l’Amministrazione comunale ha siglato una convenzione con l’associazione “Don Bosco 2000” per un progetto di integrazione sociale rivolto agli immigrati.

Nelle ultime ore, lo scontro si è spostato violentemente sulle piattaforme social, dove i militanti del movimento ispirato al generale Roberto Vannacci sono stati bersaglio di pesanti attacchi e insulti personali. Una reazione che ha spinto i Comitati Costituenti della Sicilia di Futuro Nazionale a intervenire compatti, diramando una nota ufficiale di totale solidarietà al referente barrese Angelo Cucchiara, ai militanti e ai simpatizzanti della sezione locale.

La nota dei comitati regionali: “Fermezza e rispetto della persona”

Nel documento i circoli dell’isola censurano l’escalation dei toni sul web: “Il dissenso politico è parte essenziale della democrazia; l’insulto personale e la delegittimazione dell’avversario non possono sostituire il confronto sulle idee”.

Pur confermando la linea dura sul tema dei flussi migratori – ribadendo che “la Sicilia e l’Italia non possono continuare a essere considerate il campo profughi d’Europa” – i comitati regionali hanno voluto precisare la natura ideologica della propria battaglia, respingendo le accuse di razzismo piovute in queste ore: “Futuro Nazionale considera primaria e irrinunciabile la tutela della dignità, dell’incolumità e dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Fermezza sull’immigrazione e rispetto della persona non sono principi incompatibili”. Da qui l’appello finale a riportare il dibattito sui binari del confronto politico e istituzionale.

Cos’è e cosa fa l’associazione “Don Bosco 2000”

L’accordo contestato da Futuro Nazionale vede come partner l’associazione Don Bosco 2000, un’organizzazione di ispirazione salesiana fortemente radicata in Sicilia e nell’Ennese. L’ente si occupa principalmente della gestione di centri di accoglienza per migranti, di percorsi di alfabetizzazione, orientamento al lavoro e inclusione sociale sul territorio. Parallelamente, l’associazione è nota per i progetti di “migrazione circolare”, promuovendo interventi di cooperazione internazionale e sviluppo direttamente nei paesi d’origine (come Senegal, Gambia e Mali) per creare alternative concrete all’emigrazione.

I precedenti: la delibera e la richiesta di ritiro

La scintilla era scoccata lo scorso 4 settembre, all’indomani dell’approvazione all’unanimità da parte della Giunta comunale della convenzione. Il comitato di Barrafranca era subito uscito allo scoperto definendosi fermamente contrario a “qualsiasi forma di accoglienza o collaborazione con associazioni che si occupano di questo settore” e chiedendo l’immediato ritiro del provvedimento per ragioni di sicurezza e tutela del territorio.

Una presa di posizione che ha spaccato l’opinione pubblica locale. Se da un lato l’iniziativa ha incassato il plauso dell’ala più conservatrice della cittadinanza e del coordinamento provinciale di Enna, dall’altro ha innescato la reazione contraria di movimenti progressisti, esponenti della società civile e sostenitori dei progetti di inclusione, culminata poi nelle accese e contestate discussioni online. La palla passes adesso all’Amministrazione comunale, chiamata a gestire una tensione politica che, da locale, ha ormai assunto una eco regionale.