Lipari, avviato il convegno internazionale su architetture religiose e potere laico nel Mediterraneo medievale
Comunicati Stampa - 02/10/2026
Beni culturali: in Sicilia i contributi di studiosi e ricercatori da Usa, Giappone, Turchia, Spagna, Croazia, Francia e numerosi atenei italiani. Rosario Vilardo, direttore del Parco archeologico delle Eolie, annuncia interventi per il complesso monumentale del Museo. Fabio Linguanti, direttore scientifico del convegno introduce alcuni temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027
Proseguono fino a sabato 3 ottobre, a Lipari, i lavori del convegno scientifico internazionale “Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo” ospitati da giovedì 1 ottobre negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie – Museo Archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana. Per le tematiche affrontate, ovvero il rapporto fra gli edifici sacri e la rappresentazione del potere laico nel periodo medievale, il seminario introduce di fatto l’Anno Europeo dei Normanni (2027), che vedrà anche la Sicilia al centro di una serie di iniziative culturali.
Si tratta del terzo incontro internazionale della rassegna “Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte” che coinvolge una trentina di studiosi e dottorandi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani e stranieri.
Il convegno è stato introdotto dal direttore del Parco, Rosario Vilardo, che ha annunciato alcune novità come il restauro di alcuni padiglioni del complesso museale, fra cui la casa-studio degli archeologi Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, un vero laboratorio scientifico e culturale per almeno due generazioni di studiosi del mondo antico che qui si ritrovavano periodicamente.
Quindi l’intervento del direttore scientifico del convegno, Fabio Linguanti, e di Andreas Hartmann-Virnich, professore di storia dell’arte e archeologia medievale dell’Università di Aix-Marseille, partner del progetto. Era presente anche Don Bartolo Saltalamacchia, parroco della concattedrale di Lipari
Il convegno è un progetto del Parco archeologico delle Isole Eolie – Museo archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana e del Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’Università Aix Marseille. Realizzato con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC. È ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (LA3M – Aix Marseille Université/ UniSOB Napoli), curatore scientifico della rassegna.
Enti patrocinatori: Fondazione Amatller di Barcellona, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli, Politecnico di Torino, l’Università degli studi di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
GLI INTERVENTI DEL CONVEGNO
Giovedì 1° ottobre
La prima sessione è stata dedicata all’uso laico dell’edificio sacro. Il primo intervento sul ruolo dei monasteri benedettini di Lipari e Patti era di Cristian Aiello (Pontificia Università Gregoriana); quindi a Matera per esplorare la storia della sua Cattedrale tra sovrani, vescovi e ordini mendicanti con Alessandro Viscogliosi (La Sapienza, Roma); mentre Lorenzo Riccardi (Soprintendenza BBCCAA di Frosinone e Latina) ha esposto gli studi sulle fondazioni monastiche aristocratiche nell’Epiro del XIII secolo. Ha concluso la prima giornata il contributo su Genova e il complesso di San Giovanni di Prè e la Cattedrale di San Lorenzo di Yoshie Kojima, Università Tokyo).
Venerdì 2 ottobre
Moderata da Andrea Taddei (La Sapienza, Roma), la seconda giornata ha visto protagonista la Spagna, con la trasformazione dell’antica città islamica Madina Mayurqa nella cristiana Città di Maiorca (Tina Sabater, Università delle Isole Baleari); ancora Spagna con Barcellona e gli studi di Alejandro Pinel Bordallo (Università di Girona) sulla cattedrale gotica catalana, eretta tra il XIII e il XIV per fare spazio alla comunità in piena crescita demografica; poi in Grecia con la chiesa ortodossa della Vergine Zoodochos Pigi, in Messenia (Flaminia Ricci, La Sapienza, Roma). Quindi l’Italia, a Venezia, con il ruolo delle nobildonne nelle istituzioni religiose (Giovanna Valenzano, Università di Padova); ad Aversa, in Campania, alla scoperta della chiesa angioina di Casaluce (Danila Jacazzi, UniCampania); nella Puglia medievale con Luciano D’Andria (Università di Bari) e Federico Marinelli (La Sapienza); in Sicilia fra monasteri e chiese di rito greco nel messinese (Marie Ange Causarano, Università di Messina). Si parlerà di Palermo e del riuso delle domus nobiliari nella fondazione del monastero della Martorana (Arianna Bonanno, Ministero della Cultura); della Calabria con il primo censimento dei castelli di epoca normanno-sveva (Fabio Lico, Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria); infine della Turchia, al tempo della quarta crociata, con il contributo di Carlo Berardi (Università di Princeton, New Jersey, USA) e la prima analisi comparativa su due chiese bizantine, la Santa Sofia di Nicea e la Panagia Chrysokephalos di Trebisonda, di recente trasformate in moschee;
Sabato 3 ottobre, ore 9.30
Modelli e tecniche costruttive dell’architettura sacra saranno al centro dei tre interventi della terza e ultima giornata di studi di sabato 3 ottobre. Si inizia con la Croazia con le architetture ecclesiastiche a Nona, Cherso e Arbe con Jelena Behaim (Università Barcellona), Jurkovic e Ivor Kranjec (Università di Zagabria); infine la tradizione normanna della sepoltura nel sarcofago di pietra, quasi un reliquiario posto nelle chiese e simbolo del potere del sovrano, sarà il tema dello studioso francese Fabrice Henrion (DRAC, Direzione Regionale Affari Culturali – Normandie).
In chiusura spazio al tema del restauro, come strumento di conoscenza e approfondimento. I contributi saranno quelli di Clelia La Mantia (UniPa) sull’architettura sacra arabo-normanna a Palermo; Bruno Billeci e Maria Dessì (UniSS) sulle cattedrali delle sedi vescovili in Sardegna; infine l’esperienza di Alessandra Cattaneo e Andrea Paribeni (Università di Urbino) sul restauro del portico di San Francesco a Urbino.
DIDASCALIE
a – Rosario Vilardo, direttore del Parco Archeologico Isole Eolie
b- Un altro momento del convegno di Lipari
c – Una foto di gruppo dei convegnisti
d – Fabio Linguanti, direttore Scientifico del convegno Architetture medievali 2026, con Rosario Vilardo
e – Un dettaglio del chiostro normanno di San Bartolomeo
IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLE ISOLE EOLIE – MUSEO ARCHEOLOGICO “LUIGI BERNABO’ BREA”
Notizie
Il Parco archeologico delle Isole Eolie si sviluppa nelle isole di Lipari, Panarea, Filicudi e Salina e comprende suggestivi villaggi preistorici, necropoli di età greca e romana, terme romane e tante altre testimonianze. La sede principale è il Museo archeologico Luigi Bernabò Brea, aperto al pubblico nel 1954 – quest’anno ricorre il 70°anniversario dall’istituzione – e situato sul Castello di Lipari, una cittadella fortificata a strapiombo sul mare. Abitata fin dal Neolitico, e poi nell’età del Rame e all’età del Bronzo, tanto che riveste una fondamentale importanza per la preistoria del Mediterraneo. Il Museo Archeologico ripercorre la storia delle isole Eolie dalla preistoria all’età greca e romana e custodisce migliaia di reperti (vasi, statuette, la più grande collezione di maschere teatrali, gioielli) provenienti dalle ricerche e dagli scavi archeologici condotti soprattutto nell’Arcipelago ed, in particolare, dai corredi funerari delle circa tremila tombe della necropoli di Contrada Diana. Una sala è dedicata anche all’archeologia subacquea, un’altra alla storia della formazione del Museo, mentre un padiglione ha per protagonisti i vulcani. Un’ala del Castello di Lipari, le ex carceri, sono dedicate all’arte contemporanea con una collezione permanente dal titolo Mare Motus.
Nell’estate 2024, in occasione della celebrazione dei 70° anni del museo, è stata allestita una mostra permanente che ricostruisce la sua nascita e il febbrile lavoro di ricerca condotto per oltre mezzo secolo nell’arcipelago eoliano dagli archeologi Luigi Bernabò Brea, ligure e dal 1942 Soprintendente archeologo della Sicilia orientale, e dalla francese Madeleine Cavalier, legati dalla comune passione per la storia archeologica delle Eolie.
Nel maggio 2025 il Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, grazie ai fondi PNRR ha allestito una sezione dedicata a non vedenti e non udenti con reperti tattili realizzati dalla digitalizzazione di pezzi della collezione museale corredati da segnaletica in Braille, app e video in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Un progetto che, in collaborazione con Università Cattolica di Milano, nel teatro di pietra della rocca di Lipari, ha visto la messinscena del “Prometeo Incatenato” di Eschilo: con gli attori che indossavano le maschere riprodotte e ingrandite a misura umana sulla scorta dei rilievi digitali realizzati per i reperti tattili destinati ai non vedenti.


