Calcio, l’allarme del ds Cammarata: “Se a Enna non siamo più ben accetti, bisogna dirlo”.
Enna-Cronaca - 04/10/2026
Un punto in classifica, zero gol segnati, la peggior difesa del campionato e l’ultimo posto. Il 3-0 incassato oggi a Modica fotografa la crisi sportiva dell’Enna, dentro una situazione societaria altrettanto complicata.
Parla il ds Cammarata
È in questo momento che Antonio Cammarata, direttore sportivo gialloverde, decide di rompere il silenzio e raccontare cosa significa lavorare oggi dentro l’Enna Calcio. “Una situazione come quella che sto vivendo a Enna, sinceramente, non l’avevo mai vista.”
Cammarata è alla prima esperienza da direttore sportivo, ma vive il calcio da sempre. È arrivato con entusiasmo, contatti e l’obiettivo di costruire una squadra. E, nonostante tutto, sottolinea di essere riuscito anche a portare a Enna due giocatori importanti.
La difficoltà a far restare i giocatori
“Ma oggi il problema non è soltanto portare i giocatori: è riuscire a convincerli a restare in una situazione come questa.”
Il nodo, per il direttore sportivo, è soprattutto organizzativo.
“Ogni giorno siamo costretti a chiederci dove possiamo allenarci il giorno dopo.”
L’Enna sta disputando il campionato a Niscemi e per gli allenamenti deve ricorrere a impianti nella disponibilità di privati.
L’Enna senza casa
Ma, secondo Cammarata, le difficoltà sono molteplici. “Non abbiamo un campo stabile. Abbiamo pagato il campo di Calascibetta e ci siamo ritrovati con le porte chiuse. Abbiamo problemi con i trasporti, con il magazzino, con le chiavi, con il materiale sportivo.”
Una situazione che riguarda anche il materiale medico e la gestione quotidiana della squadra.
“C’era tantissimo materiale, sia sportivo che medico, e oggi una parte non c’è più. È andato via il magazziniere e ci siamo ritrovati anche senza materiale.”
E persino il vestiario è diventato un problema.
“A volte abbiamo avuto difficoltà persino con la gestione del vestiario e del lavaggio delle divise.”
Per Cammarata, quindi, la questione viene prima ancora dei risultati. Una squadra che non riesce ad allenarsi con continuità fatica inevitabilmente anche a costruire un’identità sul campo. “Una squadra di Serie D ha bisogno prima di tutto di una cosa: allenarsi.” Il problema finisce così per incidere anche sul mercato.
“Noi abbiamo i contatti e la possibilità di portare calciatori importanti, ma poi dobbiamo essere nelle condizioni di poter offrire loro una situazione dignitosa.”
La difesa di Travagin
Nel suo intervento Cammarata prende anche una posizione netta a favore del presidente Travagin, respingendo l’idea che la proprietà stia facendo mancare il proprio sostegno.
“Il presidente, per quello che vediamo quotidianamente, non ci sta facendo mancare il suo supporto, né dal punto di vista operativo né da quello economico.”
“I debiti pregressi”
Secondo Cammarata, l’attuale proprietà si sarebbe trovata a gestire una situazione più complessa del previsto, anche per la presenza di problemi e debiti pregressi.
“Quando è arrivato, sapeva che c’erano problemi, ma oggi stanno emergendo continuamente situazioni pregresse e debiti che vengono dal passato e che complicano enormemente la gestione.”
E aggiunge: “Forse, prima di giudicare soltanto il presente, bisognerebbe guardare anche a quello che è successo prima.”
Il messaggio alla città
In città sono noti gli scontri tra il presidente dell’Enna Travagin ed il sindaco Crisafulli attorno alla vicenda stadio e su presunti impegni non mantenuti imputati dal numero uno del club gialloverde al primo cittadino che però ha sempre negato questa ricostruzione.
Cammarata sceglie di concentrarsi soprattutto sulle conseguenze che quella situazione sta producendo sulla squadra.
“Se a Enna non siamo più ben accetti…”
Il messaggio più diretto arriva però quando il direttore sportivo si rivolge idealmente alla città.
“Chiediamo soltanto di poter lavorare.”
E poi: “Se a Enna non siamo più ben accetti, allora bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente.”
Cammarata non nasconde neppure la possibilità di un cambio di proprietà.
“Il presidente ha già detto chiaramente che, se qualcuno vuole rilevare la società, si faccia avanti concretamente e si faccia quello che è necessario per riconoscergli quanto ha investito.”
Altrimenti, dice, bisogna consentire all’attuale proprietà di continuare a lavorare.
“Scappare oggi sarebbe da vigliacchi”
Il direttore sportivo si assume le proprie responsabilità, ma non intende tirarsi indietro. “Le responsabilità sono di tutti, e io per primo mi assumo le mie responsabilità come direttore sportivo.”Poi la frase più personale dell’intervento:
“Scappare oggi sarebbe da vigliacchi.”
Cammarata rivendica la volontà di restare e continuare a lavorare nonostante le difficoltà.
“Io non sono venuto a Enna per scappare davanti alle difficoltà. Sono venuto per lavorare, con passione e con rispetto per questa città.” Ma chiede che anche gli altri facciano la propria parte.
“Perché noi possiamo metterci il cuore, possiamo portare giocatori, possiamo lavorare giorno e notte, ma senza un campo dove allenarsi e senza le condizioni minime per lavorare, diventa impossibile.”
È questo, alla fine, il senso dell’intervento di Cammarata. Il campo oggi racconta un Enna ultimo in classifica e ancora senza gol. Il direttore sportivo racconta invece le condizioni nelle quali, secondo la sua ricostruzione, quella squadra sta cercando di reagire.
E il suo appello finale è netto:
“Non servono più parole, servono fatti.”
Perché, conclude Cammarata, a pagare il prezzo della situazione non sarebbero soltanto i protagonisti dello scontro societario. “A rimetterci sarà l’Enna Calcio e tutta la città.”