Valguarnera, il nuovo Poliambulatorio è ancora incompiuto: il comitato cittadino sollecita l’Asp
Valguarnera - 05/10/2026
Il nuovo Poliambulatorio di contrada Marcato, o la nuova Casa della Salute, come meglio si vuole, i cui lavori sono fermi da più di un anno, è diventato a Valguarnera un caso sociale. Una situazione di estremo disagio che sta preoccupando molto la cittadinanza.
Della questione se n’è parlato tanto la settimana scorsa durante un’assemblea cittadina alla quale ha partecipato un centinaio di persone. L’assemblea ha inteso chiedere all’Asp il motivo per gli eccessivi ritardi nella consegna dell’immobile, dopo che sono trascorsi cinque lunghi anni dall’inizio.
Tanto che è stato delegato il responsabile del comitato cittadino, Carlo Garofalo, ad interloquire col massimo dirigente dell’azienda sanitaria ennese sul motivo di questi prolungati ritardi.
Garofalo, nella sua qualità di delegato, ha già inviato una PEC al direttore generale Mario Zappia per invitarlo ad un’assemblea pubblica a Valguarnera, al fine di chiarire una volta per tutte i motivi del mancato completamento dell’immobile. Per agevolare la sua partecipazione, considerati i tanti impegni, non è stata scritta né la data né l’ora della prossima assemblea, lasciandola decidere a lui, quale sia più congeniale.
«La cittadinanza segue con grande attenzione e speranza – scrive Garofalo – la realizzazione della nuova struttura, che rappresenta un’opera attesa da anni e fondamentale per il diritto alla salute del nostro territorio. Tuttavia, a fronte di quanto di recente emerso sull’avanzamento dei lavori, permangono interrogativi e preoccupazione che solo l’azienda può chiarire e che vorremmo affrontare con lei in un confronto pubblico trasparente».
I fondi e i servizi della nuova struttura
Interrogativi e preoccupazione, a quanto pare, dovuti al fatto che parte delle somme inizialmente destinate al progetto, il cui costo complessivo era di circa 1 milione di euro, sarebbero state convogliate su altri interventi dello stesso immobile.
A svelarlo lo stesso Zappia, che aveva risposto a dei quesiti posti dai 4 consiglieri di opposizione. Il direttore generale, inoltre, aveva fatto sapere di avere chiesto altri 300 mila euro alla Regione siciliana per il completamento dell’opera, oltre ad altri 47 mila euro spesi dall’Azienda per barrare temporaneamente la struttura e metterla in sicurezza.
Sono tanti i quesiti che tanta gente si è posta durante la scorsa assemblea e su cui è chiamato a chiarire il direttore generale, compresi quelli relativi ai servizi che intende erogare presso la struttura.
«Perché le promesse vanno mantenute». Questo quanto veniva ripetuto più volte durante l’assemblea. L’ex direttore generale Francesco Iudica, infatti, aveva promesso nel 2016, in pieno consiglio comunale, che la struttura sarebbe stata un fiore all’occhiello della sanità ennese, dotata di parecchi servizi e strumentazioni.
La domanda che adesso ci si pone è: quella promessa resta ancora valida e sarà mantenuta adesso dal nuovo direttore? Di certo i servizi non potranno permanere ancora a lungo nei locali del Boccone del Povero, in quanto angusti e poco adatti, così come molti pazienti, per degli esami strumentali e anche banali, sono stanchi di recarsi periodicamente in altre strutture della Provincia.
Quindi la cittadinanza chiede sia all’Asp che alla stessa Amministrazione comunale un’accelerazione per il completamento dei lavori.