Poliambulatorio a Valguarnera, lavori fermi da cinque anni: cittadini convocano un’assemblea
Valguarnera - 28/09/2026
La gente stanca delle mancate promesse non sa più a quale santo votarsi, tanto che un gruppo di cittadini convoca un’assemblea pubblica per domani, martedì, alle 18.30, presso il salone parrocchiale della Chiesa Madre, a Valguarnera, per discutere del mancato completamento del poliambulatorio comunale di contrada Marcato.
Ci sarà molta carne al fuoco, ma il motivo principale è che i lavori a carico dell’Asp, iniziati a metà 2021 e il cui completamento era previsto nell’arco di un anno, a distanza di cinque anni non sono stati ancora ultimati.
Lo scopo principale dell’assemblea è quello di sollecitare l’azienda sanitaria ennese a completare l’opera il più presto possibile.
Il nodo dei finanziamenti
Ma mancherebbero i soldi. Non si sa con esattezza la somma che manca per completarla, si sa solo che l’azienda sanitaria sino adesso ha anticipato qualcosa come 1 milione di euro, senza considerare altri 750 mila spesi dal Comune per la realizzazione di un muro adiacente e di un campetto da tennis.
A sollecitare l’Asp qualche settimana fa erano stati i consiglieri di opposizione, la quale aveva risposto di avere chiesto a tale scopo un contributo di 300 mila euro alla Regione Siciliana, che non sarebbe tuttavia ancora pervenuto.
I promotori della pubblica assemblea, a tale riguardo, puntano l’indice non solo nei confronti dell’azienda sanitaria ennese ma anche dell’amministrazione comunale, rea di non aver sollecitato la Regione Siciliana per l’erogazione del finanziamento, al fine di garantire alla popolazione servizi adeguati e non più derogabili.
I disagi per i pazienti
Non più derogabili perché la collocazione provvisoria del poliambulatorio presso alcuni locali del Boccone del Povero non è più sostenibile, visto che i locali sono molto angusti e poco idonei per una struttura sanitaria.
“Quanto dobbiamo aspettare ancora per avere una struttura degna di tal nome? E quanti viaggi verso strutture della Provincia devono fare ancora i nostri concittadini?”, si chiedono i promotori dell’iniziativa.
Vero è che molti pazienti esasperati non ne possono più, perché, tra l’altro, mancano parecchie branche specialistiche per le quali si devono recare presso le strutture di Enna, Piazza Armerina o Leonforte anche per un semplice esame.
Una situazione divenuta nel tempo incresciosa, considerato che la maggior parte delle persone che chiedono servizi sono anziani.
I lavori a singhiozzo
E dire che i lavori nel 2021 erano iniziati dopo qualche mese dall’espletamento della gara, lavori via via condotti però a singhiozzo e con mesi di sospensione.
Tanto che l’Asp nel tempo ha dovuto spendere altre 47 mila euro per recintare la struttura, affinché non fosse preda dei vandali.
Ma non solo questo. I promotori dell’iniziativa assembleare mettono pure sotto la lente di ingrandimento la stipula del contratto tra Asp e Comune, considerandolo una scatola vuota, visto che in esso non sarebbe stata indicata la data certa di consegna né le branche specialistiche di cui il nuovo poliambulatorio sarebbe stato dotato.
Di quest’ultimo argomento se ne discusse allora in Consiglio comunale, in sedute infuocate.
Il futuro della struttura
E si ricorda che l’ex direttore sanitario Francesco Judica promise che la struttura avrebbe assunto le funzioni di un piccolo e funzionante ospedaletto e che sarebbe stato un fiore all’occhiello dell’intera provincia.
Ci si chiede adesso se con il cambio del management saranno mantenute o si aprirà una struttura con pochi servizi.
È anche questo il dilemma che attanaglia tantissime persone, non vedersi costretti ad andare fuori anche per un semplice esame.
Il vecchio Sebastiano Arena
Nel frattempo però la vecchia struttura del Sebastiano Arena, che aveva ospitato i servizi sanitari per diversi lustri e per i cui lavori di ristrutturazione occorrevano allora non più di 400 mila euro, è oggi esposta alle intemperie del tempo, alle erbacce che lo circondano ed ai roditori che vi ballano dentro, nella piena indifferenza di chi lo dovrebbe custodire, non solo per rispetto della cittadinanza, ma soprattutto di quel grande benefattore che fu Sebastiano Arena, che dedicò parte della sua vita alla realizzazione di quella maestosa struttura, per poterne fare un piccolo ospedale.