Processo a Gisana, la difesa: “Nessuna falsa testimonianza, vescovo sia assolto”
Enna-Cronaca - 09/10/2026
La difesa del vescovo Rosario Gisana affida agli atti documentali la propria linea nel procedimento per falsa testimonianza legato al processo a carico del sacerdote Giuseppe Rugolo.
La linea difensiva
Gli avvocati Pierfrancesco Bruno e Gabriele Cantaro, nell’udienza dell’8 ottobre, hanno chiesto il proscioglimento del loro assistito, contestando le accuse e la richiesta risarcitoria della parte civile.
Il processo
Il procedimento riguarda le dichiarazioni rese da Gisana e da Vincenzo Murgano, vicario giudiziale, anche lui sotto processo, durante il processo a Rugolo, condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per abusi sessuali. Il pubblico ministero Santo Di Gregorio ha chiesto per entrambi due anni di reclusione, senza sospensione della pena e con esclusione delle attenuanti. La sentenza è attesa per l’11 dicembre.
Le contestazioni
La posizione dei difensori è netta. Nella loro nota sostengono che dalla documentazione acquisita nel processo Rugolo sia possibile ricavare “tutti quegli elementi di prova utili ed idonei a dimostrare che il Vescovo Rosario Gisana non ha reso false dichiarazioni né è stato in alcun modo reticente”.
Un passaggio che costituisce il cuore della strategia difensiva: secondo i legali, gli atti consentirebbero di ricostruire le dichiarazioni contestate e di confutare gli addebiti rivolti al vescovo.
“Nessuna censura del pm al processo Rugolo”
Gli avvocati richiamano inoltre quanto avvenuto durante il precedente procedimento, osservando che “le dichiarazioni testimoniali rese dal Vescovo non avevano sollevato censure di sorta da parte del Tribunale e del Pubblico Ministero” nel processo a carico di Rugolo.
La richiesta di assoluzione
La difesa sostiene di avere approfondito i singoli punti contestati attraverso “i riscontri documentali che permettono di confutare ogni singola contestazione”, anche alla luce dell’esame delle dichiarazioni del vescovo conseguente alla denuncia presentata da Antonio Messina.
Da qui la richiesta conclusiva: “L’assoluzione del Vescovo Rosario Gisana da ogni addebito”. I legali chiedono inoltre “il rigetto della richiesta di risarcimento danni avanzata dal denunciante”.