Caso Gabriele Giadone, no del gip al terzo patteggiamento

Salta ancora il patteggiamento per la morte di Gabriele Giadone, il quindicenne di Barrafranca che il 10 maggio del 2025 perse la vita mentre viaggiava a bordo del suo ciclomotore.

La decisione del gip

Il gip del tribunale di Enna, Ornella Zelia Futura Maimone, ha rigettato la richiesta di pena a un anno e 8 mesi avanzata dall’avvocato Paolo Piazza, difensore di Giuseppe Paternò, imputato per omicidio stradale. È il terzo accordo che i giudici non ratificano.Secondo l’accusa, quel giorno Gabriele procedeva regolarmente sulla propria corsia, nel centro abitato, quando se l’è vista sbarrare da una BMW guidata da Paternò, che avrebbe percorso contromano un tratto di strada.

Cambio di strategia della difesa

La difesa, dopo il no del giudice, ha annunciato a sorpresa un cambio di strategia. “Abbiamo chiesto il patteggiamento per evitare un processo lungo e mediatico, non per un’assunzione di responsabilità”, spiega l’avvocato Piazza. “A questo punto andremo a dibattimento e si capirà la vera dinamica del sinistro”.

Le altre richieste respinte

Il percorso del patteggiamento è stato lungo e accidentato. La prima richiesta, a 6 mesi, era stata respinta dall’allora gip Giuseppe Noto. Una seconda proposta, avanzata in aula e fissata a un anno, aveva avuto lo stesso esito, e in quell’occasione il giudice aveva restituito gli atti al pm Maria Chiara Tribulato, chiedendo che nella determinazione della pena fosse considerata l’aggravante della guida in contromano. Nell’udienza di oggi la pena concordata, originariamente fissata a un anno e 4 mesi, sarebbe stata ritoccata nelle ultime ore a un anno e 8.

La memoria

I legali dei genitori di Gabriele, Giusy Nicoletti e Gaetano Giunta, avevano depositato nei giorni scorsi una memoria in cui contestavano la richiesta, formulata a loro dire in violazione di legge.

I genitori di Gabriele in aula

In aula erano presenti mamma Lucia e papà Angelo, mentre l’imputato non si è presentato. Fuori dal tribunale si è tenuto un sit-in di amici e familiari che chiedevano giustizia e verità per il ragazzo. Tra gli striscioni, anche quello dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, schierata al fianco dei genitori, con la scritta “La vita di una persona non si patteggia”.

L’iniziativa della deputata Marino

Il tema del patteggiamento nei casi di omicidio stradale era già stato portato in Parlamento pochi giorni fa dall’onorevole del Pd Stefania Marino, che alla Camera dei deputati ha chiesto una modifica della legge.Al centro dello scontro giudiziario ci sono due perizie contrastanti sulla velocità del ciclomotore. Il consulente della procura la colloca a quasi 68 chilometri orari, mentre la consulenza di parte, depositata dai genitori, la fissa a 38.