In pieno degrado il carcere di Enna
Enna-Cronaca - 03/09/2011
Enna. Duecento detenuti in una struttura che ne può contenere al massimo 120, celle chiuse perché inadeguate e fatiscenti con il pericolo di crolli e di infiltrazione di acqua, struttura generale in pieno degrado con l’esigenza di interventi urgenti ed indifferibili; personale al di sotto dell’organico con l’assenza del comandante. Un muro del carcere, quello di via Siracusa pericolante e con la strada chiusa da almeno due anni. E’ questa la situazione del carcere di Enna, che, in un recente passato ha ricevuto la visita di parlamentare, del senatore Fleres, garante regionale dei detenuti, del sindaco Garofalo, nella sua qualità di capo della sanità ennese, ma che non ha ricevuto sostanziali interventi per cercare di risolvere tutti i suoi problemi di sopravvivenza. Il carcere di Enna molto spesso è stato alla ribalta della cronaca per iniziative culturali e sociali che hanno coinvolto i detenuti, ma è anche vero che chi è costretto a stare dentro o perché è detenuto o perché è un poliziotto carcerario la sua vita è difficile perché l’ambiente è parecchio degradato. Si sente la necessità di trovare soluzioni che possano portare alla realizzazione di una nuova struttura, magari in una zona più adeguata perché ormai la zona di Mulino a Vento è diventata zona centrale, tra poco sarà attivata la Domus Kore, per cui il quartiere si apre all’Università, ed allora si incomincia a parlare di trasferimento, di realizzazione di un nuovo carcere .
“Da qualche anno si parla di realizzazione un nuovo carcere – ha dichiarato il sindaco Paolo Garofalo- ma molto dipende dal ministero competente visto che è stato dimostrato ampiamente che Enna ha bisogno di un carcere nuovo da realizzare alla periferia della città, perché quello esistente ormai è in pieno degrado e si trova sostanzialmente nel centro storico della città, vicino ad una struttura universitaria. Da tempo ci stiamo battendo per ottenere il finanziamento, ma anche la progettazione del nuovo carcere ed ovviamente l’amministrazione comunale è pronta a venire incontro alle esigenze del ministero competente, offrendo l’area per la realizzazione del nuovo carcere che dovrebbe avere, giustamente, degli ammodernamenti, soprattutto a livello di accoglienza dei detenuti, di impiego del tempo libero, di attività motorie, di aule per apprendere un mestiere”. Il carcere, attualmente, non serve a nessuno, crea difficoltà a tutti ai detenuti che sono costretti a vivere in quattordici in una cella, al personale, insufficiente, che è costretto a fare dei turni stressanti, al fatto che gli interventi da attuare costano quasi quanto la realizzazione del nuovo carcere.