Enna. Presidente Consiglio provinciale su paventata soppressione Tribunale Nicosia

Enna. “Mi farò carico di proporre ai gruppi consiliari una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale per affrontare con determinazione e per assumere le decisioni conseguenziali sulla paventata soppressione del Tribunale di Nocosia”, così inizia l’intervento del Presidente del Consiglio provinciale, Massimo Greco.
“In un contesto sociale e politico – continua Greco – come quello che caratterizza i nostri giorni il leit motiv di ogni livello di governo sembra essere quello di ridurre in fretta tutto ciò che contribuisce ad appesantire il debito pubblico complessivo del nostro Paese. La drammaticità del momento è evidente a tutti e, in questa direzione, ognuno deve fare fino in fondo la propria parte nella speranza di superare quanto prima e col minor danno possibile questo periodo di quotidiane turbolenze. Tuttavia, nell’adozione di politiche pubbliche finalizzate a ciò, non si può rischiare di accomunare in un’unica voce i costi della politica ed i costi delle Istituzioni. Una classe dirigente, degna di etichettarsi tale, deve riuscire a respingere l’onda dell’antipolitica, rivendicando la fondamentale differenza tra ciò che all’interno del cosiddetto costo della politica rappresenta uno spreco e ciò che invece rappresenta uno strumento essenziale di democrazia. Le manovre finanziarie, promosse oramai a ritmo mensile, presentano puntualmente scelte politiche improvvisate e solo apparentemente responsabili. E tale patologia dell’agire politico interessa indifferentemente sia il livello statale che quello regionale. In questa prospettiva occorre con fermezza chiedere a tutti livelli istituzionali coinvolti nelle manovre di risanamento di mirare alla ricerca degli sprechi, che ancora oggi sono tanti e per niente nascosti, e non ad indebolire i presidi di democrazia e di legalità. Continuare ad assillare gli Enti locali, attraverso continui tagli e fantasiose proposte di soppressione, e a depotenziare i Tribunali delle zone interne della Sicilia significa denudare una comunità dei suoi anticorpi, così rendendola manifestamente vulnerabile alle fisiologiche attenzioni della mala vita organizzata”.