Enna. Castello Lombardia “buco nero” per eccellenza del turismo

Enna. Il Castello di Lombardia, nume tutelare del capoluogo ennese, continua a rimanere il “buco nero” per eccellenza del turismo ennese. Una situazione veramente paradossale quella del “vecchio maniero”, trascurato da tutti, biglietto da visita di primo piano, ma, purtroppo, sistematicamente dimenticato da tutti. Per il suo valore storico, per la sua posizione invidiabile dovrebbe essere il monumento più curato del capoluogo ennese, invece gli interventi sono pochi, l’ambiente poco curato, i servizi igienici lasciano a desiderare (da circa una settimana sono chiusi per lavori in corso), l’anello stradale che lo circonda poco curato; insomma un Castello che viene trascurato sistematicamente e che diventa occasione di critiche da parte delle comitive di turisti che lo vanno a visitare ed anche degli autisti e delle guide perché non offre conforti tali da garantire una permanenza tranquilla. Anche sabato e domenica si sono ripetute le scene di comitive di turisti che si lamentano per la scarsa ospitalità, per la mancanza di servizi igienici, per la mancanza di una guida in grado di descrivere la storia del Castello. Intanto il fatto che non si paga un biglietto, anche minimo di 50 centesimi o di un euro, è uno dei più gravi errori commessi dall’amministrazione attuale e da quelle passate, perché in tutto il mondo si paga per andare a visitare i monumenti più rappresentativi delle città. Il problema non è stato mai affrontato, anzi viene ignorato per cui non ci sono disponibilità finanziarie che consentano di effettuare degli interventi migliorativi. Comune, per la maggior parte, Provincia regionale e Sopraintendenza ai beni Culturali ,ognuno per il proprio ruolo, dovrebbero cercare di fare qualcosa per rendere più ospitale e meglio vivile il Castello perché attualmente è una vergogna di come è stato ridotto. Mai un intervento migliorativo, mai una cura efficace del verde che si trova all’interno, gli alberi che si trovano all’esterno sono secchi e mai curati, con rami a terra; il muretto di recinzione dell’anello stradale scrostato, di fiori nemmeno l’ombra.
“Bisogna fare qualcosa – dichiara Angelo Giliberto, presidente dei venditori ambulanti – ogni giorno sento le lamentele dei turisti che si trovano a vivere difficoltà enormi per visitare il castello, specie per quanto riguarda gli esercizi igienici”. In questo contesto non parliamo di vedere delle guide che accompagnano i turisti, oppure qualche vigile urbano che aiuta gli autisti degli autobus delle comitive di turisti a fare una manovra senza difficoltà, non ostacolata da auto in sosta nella via del Castello o nello spiazzale antistante. Sono tutti interventi da fare con urgenza e razionalità. Sino ad oggi il Castello è stato veramente ignorato, mentre potrebbe rappresentare per la città ennese una risorsa di indubbio valore.