Enna ultima nella confisca dei beni alla mafia

Sono 44 i beni e 9 le aziende che in provincia di Enna sono stati sequestrati alla criminalità organizzata, di questi solo sedici sono i beni che risultano attualmente “gestiti” da società cooperative o società di attività di rilevanza pubblica , mentre venti risultano “destinati e consegnati” agli enti, per la maggior parte comuni, che però ancora non li gestiscono. Di altri otto non se ne sa niente e non risultano neppure di essere stati “consegnati”. La provincia di Enna è la penultima delle province siciliane per numero di beni e aziende confiscate alla criminalità, precedendo soltanto la provincia di Ragusa. Villarosa , dove vi sono meno di cinquemila abitanti, è il comune della provincia dove sono stati confiscati ben dodici beni (11 immobili ,. Tra cui due ville e un’azienda) appartenenti a esponenti a delle famiglie mafiose. In provincia sono oltre a Villarosa , c’è Piazza Armerina dove sono state eseguite ben dodici confische ciascuno; seguono Valguarnera con dieci; Barrafranca con sette; Enna, Assoro e Nicosia con tre; Pietraperzia con due e Calascibetta con una confisca . A Villarosa nessun bene risulta attualmente “in gestione” da parte del comune per attività sociali , nonostante ci sono dei progetti che dovrebbero utilizzare due ville, sequestrate alla famiglia Nicosia , che dovrebbero ospitare le sette detenute con figli e affidare loro una fabbrica di abbigliamento. I dati sono strati trasmessi su internet dalla neonata “Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”. Da oltre un anno, però, del progetto , che dovrebbe riguardare l’utilizzo di due ville alla periferia di Villarosa non si è più parlato. Fonti vicine all’amministrazione comunale spiegano che è vero nel senso che ancora il progetto non è partito e non si sa quale futuro possa avere. Tra i nove beni presenti (più tre aziende, ndr.), tre sono tuttora sub judice, per via delle richieste di revisioni avanzate dai proprietari, uno è inutilizzabile e un altro è solo un terreno agricolo , che probabilmente sarà destinato a verde pubblico”. Piazza Armerina rappresenta un modello virtuoso di utilizzo dei beni perché dei dodici beni confiscati, cinque risultano attualmente in gestione da parte del comune per progetti di carattere sociale , sei già consegnati e solo uno risulta come non consegnato. Dei sette beni confiscati a Barrafranca (4 figurano in gestione e due consegnati, più un’azienda). Nel capoluogo i beni confiscati sono tre, tra cui un’azienda. Gli altri due risultano “destinati e consegnati”, tra cui figura un appartamento ad Enna bassa che viene già utilizzato come sede per minori intitolato a Peppino Impastato, appartamento sequestrato ad un presunto usuraio.