Enna. Natale, la tradizione e la crisi

Enna. Un Natale pieno di sole ma con la temperatura rigida in provincia di Enna, con le montagne innevate, e il capoluogo ennese pronto a gustarsi un Natale di crisi ma ricco di tradizioni dove a primeggiare sono stati veramente i prodotti del territorio e i sapori tradizionali. Alberi con luci sfavillanti, molti negozi illuminati, ma la gente ha preferito rispettare la tradizione anche perché il momento non è dei migliori, la situazione economica è decisamente precaria. I regali sotto l’albero ci sono stati, ma sono stati regali, o meglio pensierini , che avevano l’impegno di rispettare soltanto la tradizione, di ricordarsi dei propri cari, dei bambini che aspettano Natale con tanta ansia. Tanti i regali dai portafogli, ai portamonete, berretti, cappellini, foulard , costruzioni e bambole per i bambini, oggetti il cui costo si aggirava dai 15 a 50 euro e non di più perché le famiglie hanno pensato di spendere di più nell’allestire il cenone di Natale, fatto con prodotti decisamente ennesi e con la presenza del panettone, ma anche con la presenza di cannoli e cassatele di Agira. Chiese stracolme per la messa della notte di Natale, nonostante la temperatura vicina allo zero, che invitava a rimanere in casa, ma la tradizione religiosa doveva essere rispettata; anche la messa di mezzogiorno ha visto moltissimi fedeli, un po’ meno quella di domenica sera e l’invito dei sacerdoti è stato quello di pensare anche a quelli che soffrono, che non hanno la possibilità di poter organizzare una cena decente. Nella Mater Ecclesiae, la chiesa della zona Monte, oltre alla nascita del bambinello, la protagonista è stata il medico ennese, Cristina Fazzi, la quale, parlando ai fedeli, ha trattato per grandi linee il suo progetto che si sta concretizzando nello Zambia, grazie al sostegno degli ennesi,un progetto di grande respiro sociale che ha avuto la possibilità, con il dono degli ennesi, di salvare centinaia di bambini, di avere realizzato un’azienda agricola che sta dando lavoro a diecine di persone, ma che rappresenta una spinta socio-economica di notevole spessore. Cristina Fazzi ne ha parlato con gli occhi lucidi di gioia,ed ha ragione perché lei nello Zambia ha compiuto un vero miracolo e forse è questo il più nel regalo di Natale.