Enna. Il consigliere Stefano Rizzo (PD) costretto a dimettersi perché nipote del sindaco?

Enna. Dovrebbe dimettersi da subito Stefano Rizzo, consigliere comunale del PD, in quanto incompatibile con il sindaco Paolo Garofalo, essendo nipote diretto (figlio della sorella)?
L’interrogativo è al vaglio degli uffici amministrativi del comune, i quali dovranno studiare con attenzione la legge regionale, approvata in aprile, che ha stabilito che non possono ricoprire cariche coloro i quali hanno consanguineità ed affinità di secondo grado con un consigliere comunale. L’interessato, interpellato ieri mattina telefonicamente, sostiene che sia lui che il sindaco sono stati eletti dall’elettorato mentre i casi di incompatibilità, previsti dalla legge regionale, si possono verificare solo con gli assessori, i quali vengono designati dal sindaco e non eletti dal popolo. Dunque sia Stefano Rizzo che il sindaco Paolo Garofalo non dovrebbero avere problemi proprio perché la loro elezione è indipendente e non è venuta fuori per designazione del primo cittadino, come avviene nella nomina degli assessori, che vengono scelti autonomamente dal sindaco. Allora in quel caso la legge è chiara e a dimettersi dovrebbe essere l’assessore, che è stato designato, e non il consigliere che, invece, ha vinto le elezioni. Anche il deputato regionale del PD, Elio Galvagno, interpellato è convinto che nel caso di Stefano Rizzo e Paolo Garofalo la legge che prevede l’incompatibilità amministrativa non è applicabile proprio perché ambedue sono stati eletti regolarmente a seguito di elezioni e non ci sono state designazioni di parte per cui poteva essere applicata la nuova legge regionale. Di altre incompatibilità all’interno del consiglio comunale non ce ne sono.