Enna. Il consigliere Stefano Rizzo (PD) costretto a dimettersi perché nipote del sindaco?
Enna-city - 03/01/2012
Enna. Dovrebbe dimettersi da subito Stefano Rizzo, consigliere comunale del PD, in quanto incompatibile con il sindaco Paolo Garofalo, essendo nipote diretto (figlio della sorella)?
L’interrogativo è al vaglio degli uffici amministrativi del comune, i quali dovranno studiare con attenzione la legge regionale, approvata in aprile, che ha stabilito che non possono ricoprire cariche coloro i quali hanno consanguineità ed affinità di secondo grado con un consigliere comunale. L’interessato, interpellato ieri mattina telefonicamente, sostiene che sia lui che il sindaco sono stati eletti dall’elettorato mentre i casi di incompatibilità, previsti dalla legge regionale, si possono verificare solo con gli assessori, i quali vengono designati dal sindaco e non eletti dal popolo. Dunque sia Stefano Rizzo che il sindaco Paolo Garofalo non dovrebbero avere problemi proprio perché la loro elezione è indipendente e non è venuta fuori per designazione del primo cittadino, come avviene nella nomina degli assessori, che vengono scelti autonomamente dal sindaco. Allora in quel caso la legge è chiara e a dimettersi dovrebbe essere l’assessore, che è stato designato, e non il consigliere che, invece, ha vinto le elezioni. Anche il deputato regionale del PD, Elio Galvagno, interpellato è convinto che nel caso di Stefano Rizzo e Paolo Garofalo la legge che prevede l’incompatibilità amministrativa non è applicabile proprio perché ambedue sono stati eletti regolarmente a seguito di elezioni e non ci sono state designazioni di parte per cui poteva essere applicata la nuova legge regionale. Di altre incompatibilità all’interno del consiglio comunale non ce ne sono.