Calcio 5. Al Regalbuto sfugge la vittoria

Regalbuto. «Sono contento del risultato, per come è stato voluto e cercato. Ancora una volta non riusciamo a vincere fuori casa ma la voglia messa nella ripresa ci fa essere ottimisti». Queste le parole del tecnico dell’Asd Regalbuto, all’indomani del pareggio, con il punteggio di 3-3, ottenuto in rimonta sul campo della Nissa nell’ottava giornata del campionato di serie C2 di calcio a 5. «Abbiamo degli errori da correggere che pian piano stiamo limitando, quando li toglieremo del tutto, potremo pensare di vincere anche fuori casa. Non abbiamo fatto un brutto primo tempo, la squadra non riusciva a trovare gli spazi giusti, abbiamo difeso discretamente bene, concedendo non tantissimo, ma in attacco non giravamo proprio. La ripresa è stata diversa, è vero che abbiamo preso due gol ma sono venuti da due ingenuità che possiamo correggere, la manovra invece è stata decisamente migliore. Un plauso ai ragazzi, loro sanno benissimo che stiamo crescendo, passo dopo passo l’obiettivo è sempre quello di migliorare, ho la loro disponibilità e questa è la cosa che più conta».
In classifica, il punto guadagnato al PalaMilan di Caltanissetta porta i regalbutesi al quarto posto a tre punti dalle tre capoclassifica: Città di Leonforte, Athena e Atletico Campobello. La cronaca del match: primo tempo che vede meritamente i padroni di casa avanti di un gol, e con un Leotta, portiere biancazzurro, in grande spolvero tra i pali. Regalbuto invece poco pericoloso ed incisivo in attacco. La ripresa è tutta un’altra storia: più Regalbuto che Nissa che, nonostante il gol del 2-0 non convince come nel primo. Chiavetta sigla con una gran botta il 2-1. A 10′ dalla fine Maccarrone prova il tutto per tutto con il portiere di movimento, arriva prima il 3-1 della Nissa, ma proprio nei minuti conclusivi, i gol di Chiavetta e Naselli regalano un prezioso punto in trasferta al Regalbuto. «Una considerazione finale – dice mister Maccarrone – la faccio per la crescita di questo sport nelle categorie inferiori. Finora fuori casa non abbiamo mai trovato una superfice 40×20; non parliamo poi dei campi in erba sintetica, che con questo sport non hanno nulla a che vedere. So che è difficile, che non tutti hanno la fortuna di avere un palazzetto con un 40×20, ma se questo sport vuole crescere servono le strutture adeguate».
Emanuele Parisi