Enna Calcio. Cronaca di una vergogna, si è visto di tutto ma quando finirà?

“Un bel derby tra ennesi dove ha certamente vinto lo sport e la voglia di giocare”. Avremmo voluto commentare così la gara di calcio tra AgiraNissoria ed Enna Calcio in programma a Nissoria, ma purtroppo quel volere resta un sogno irrealizzabile, almeno fino a quando l’attuale società continuerà ad avere le mani in pasta intorno all’Enna Calcio.
Alla vigilia si pensava alla quarta rinuncia e, quindi, alla radiazione dell’Enna Calcio dal campionato di Promozione, ma i “realisti” pensavano già che non sarebbe poi stato così facile evitare un’altra rinuncia perchè anche questa volta il presidente Peppino Cannarozzo le ha inventata un’altra delle sue e non gli si può certo imputare la mancanza di fantasia perchè dal cilindro ha uscito un’altra magia…dell’horror. Ha infatti beccato otto individui che dai quindici minuti giocati hanno sciolto ogni riserva ossia che non hanno mai toccato un pallone, neanche all’oratorio o nella piazzetta sotto casa.
Ma per raccontarvi i fatti dobbiamo tornare indietro ed iniziare dalla mattinata di oggi.

C’era la sensazione che non sarebbe stata una trasferta normale perchè da una parte c’erano calciatori, tifosi e tecnico con l’idea ben precisa di giungere alla fatale rinuncia, mentre dall’altra Cannarozzo che pur di andare a Nissoria ha chiesto d’essere accompagnato dalle forze dell’ordine che ligi al dovere hanno trascorso una simpatica domenica di freddo a Nissoria. Ma non sta qui il problema, semmai nell’ostinazione frequente di Cannarozzo che con le unghie resta aggrappato all’Enna.

A Nissoria, dicevamo, è giunto con otto persone che col calcio hanno poco a che fare. Dispiace dirlo ma questi ragazzi si sono prestati ad un gioco più grande di loro ed è stato anche imbarazzante vedere alcuni indossare maglietta e pantaloncini per difendere un interesse di Cannarozzo che magari un giorno potrà anche dire perchè c’è tutto questo accanimento terapeutico. Anzichè riflettere sul teatrino messo su, trova invece il tempo di invitare il giornalista a vergognarsi per aver fatto una foto come se questa svelasse qualcosa che a lui crea imbarazzo o come se avesse paura che l’immagine rendesse più evidente la realtà.
I suoi “eroi” si chiamano Findaca, Tamarindo, Maira, Scarantino, Geraci, Rizzo, Avola e Siracusa. Gli ultimi due rispettivamente nipote e genero. Nel caso di Siracusa c’è anche il doppio incarico di giocatore e dirigente, se non è un record poco ci manca. Imbarazzante quanto visto perchè nessuno degli otto in campo era a conoscenza delle regole basilari del giuoco del calcio. Sì, perchè l’arbitro ha dovuto faticare per far capire che non si può entrare in campo con cappellini aventi visiera o delle fasce per coprirsi il collo dal freddo o come si batte un calcio d’inizio. Nei panni del prof. anche l’assistente quando ha spiegato al portiere gialloverde come si batte una rimessa dal fondo. Non è fantasia, ma pura realtà, è quanto si è visto in campo.
Prima di entrare sul rettangolo di gioco molti hanno scoperto la nuova realtà ed allora ecco chi scopre la grandezza del porta o prova a fare qualcosa che somigli ad un riscaldamento.
Pignoli, invece, quei malpensanti che notano il portiere con i guanti di un ottimo giardiniere! Sic.
Battutacce a parte, la realtà dice che l’Enna adesso ha veramente toccato il fondo a causa di questa sciagurata gestione che farebbe meglio ad andare via lasciando l’Enna alla propria sorte. Chi sta aiutando Cannarozzo a tenere in coma l’Enna? I nomi sono diversi anche se tutti negano, da Raffaele Ammendola a Mario Privitera, da Filippo Lembo alla new entry Nicola Dolce, i nomi più gettonati sono questi. E l’ultima novità dà quasi per fatto un accordo con Dolce e giocatori di Caltagirone pronti a vestire la maglia dell’Enna e, forse, inconsapevoli dell’aria pesante che si respira ad Enna. Chi può più fidarsi di questa società? I fatti e non le opinioni dicono che Cannarozzo non è più in grado – semmai lo sia mai stato – di tenere in vita l’Enna e chiunque gli terrà la corda allungherà l’agonia facendone proprie le mortificazioni che giungeranno. Chi fa calcio non può certamente farsi giggiolare da fantasmagoriche promesse che non verranno mai mantenute. Oggi l’anziano dirigente ha annunciato nuovi arrivi lasciandosi poi andare a considerazioni che i fatti sconfessano e mente quando dice di non sapere perchè è rimasto da solo. Basta questa considerazione per capire che se è stato isolato dalla città, qualche errore lo avrà fatto e che ne tragga le dovute conseguenze. Ci si aspettava qualche riflessione in più anche dal dirigente Livio Siracusa che se in un primo momento sembrava incredulo sulle vicende gialloverdi, adesso ha sposato in pieno l’azione di Cannarozzo.
Sarebbe a questo punto opportuno un intervento istituzionale affinchè metta fine a questa vergognosa farsa messa in piedi perchè il nome di Enna (che provenga dal calcio poco conta) ha subito troppe mortificazioni ed è il momento di dire basta e fermare azioni che fanno arrossire. Ma l’appello è rivolto anche al presidente della Lega calcio siciliana, Sandro Morgana, affinchè prenda in mano la situazione e decida di intervenire perchè non può non tenere conto di quanto l’Enna sta facendo. Che senso ha tenere in vita una società in queste condizioni? Lui è titolato per mettere la parola fine, lui che in passato è spesso andato incontro alle richieste ennesi per salvaguardare una storia calcistica, ma tutte queste aperture hanno danneggiato l’immagine del calcio siciliano e, anche se sottovoce, ci sono società che sembrano avere le scatole piene di un’Enna che tra rinunce, gare in inferiorità numeriche e quant’altro, sta falsando anche questo campionato. Tutto questo può stare bene al mondo del calcio siciliano?