Enna. Dall’Unione di Centro le valutazioni politiche sulle elezioni
Enna-city - 03/12/2012
Enna. Si è riunito nei giorni scorsi il Comitato Comunale dell’UDC al fine di valutare i risultati elettorali usciti fuori dalle urne in occasione del rinnovo dell’Assemblea Regionale.
“Una campagna elettorale difficile che ha messo a dura prova i partiti maggiori e soprattutto i cosiddetti minori, ma il voto espresso e il non voto ha messo soprattutto in risalto la volontà generalizzata del popolo di dire basta ad un sistema politico imbrigliato in sofismi e privilegi che certamente non sono finalizzati al raggiungimento del c.d. bene comune”. Queste, le prime dichiarazioni del Segretario Michele Macaluso.
“A nulla è valso il risultato della riconferma della percentuale del 5,8% dei voti ottenuti dal Partito in città, rispetto alle elezioni regionali del 2008, nonostante la scissione dal PID, nonostante sia diminuito il numero degli elettori, nonostante le 9 liste in più (in totale erano 18) che vedevano la presenza di 28 candidati in più (54) di cui 11 di Enna città, rispetto ai 3 del 2008 e nonostante la lista Movimento 5 stelle di Grillo che, dopo il PD, è stata la lista più votata”.
“Non ci riteniamo soddisfatti anche perché il Partito ha sofferto degli effetti dei provvedimenti restrittivi presi a livello nazionale con l’appoggio alla c.d. “agenda Monti”, che se pur necessari hanno generato malcontento nella popolazione perché non seguiti da altrettanto necessari ed utili provvedimenti rivolti alla crescita ed al taglio della spesa”.
Pur non avendo ottenuto un risultato utile e in considerazione delle difficoltà e delle valutazioni evidenziate, il Comitato ha considerato apprezzabile il risultato ottenuto dalla candidata Antonella Buscemi.
“Tutto ciò ci sprona per il futuro a lavorare ancora più alacremente al fine di dare un nostro contributo alle annose e ancora non risolte problematiche della nostra città”.
A chiusura dei lavori è stato approvato all’unanimità di proporre al Consiglio Comunale un ordine del giorno sul conferimento della cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da cittadini stranieri al fine di modificare l’attuale legge nazionale che impone ai nati in Italia da cittadini stranieri di fare richiesta della cittadinanza al raggiungimento del 18° anno di età. D’altra parte anche il Presidente della Repubblica ha chiesto al Parlamento di intervenire sullo status dei bambini di origini straniere nati nel nostro Paese e l’UNICEF si sta battendo da tempo sull’importanza dello “ius soli” in Italia.
Non esiste, infatti, in Italia alcuna effettiva possibilità di acquisire automaticamente la cittadinanza da parte di bambini nati sul territorio nazionale da genitori stranieri o da parte di giovani o giovanissimi giunti in Italia in tenera età.