Piazza Armerina. Il pluriomicida Adolfo Consolo, detto lo scienziato, ha iniziato a confessare
Enna-Cronaca - 29/12/2012
Il pluriomicida Adolfo Consolo, detto lo scienziato, che si trova in cella per l’omicidio del pregiudicato Giuseppe Avvenia, ha avuto un ruolo determinante nelle fasi che precedettero altri due omicidi avvenuti a Piazza Armerina. Si tratta dell’omicidio del venditore ambulante di Carmelo Governale, bruciato assieme alla sua Alfa Romeo GT e quello di Calogero Contraffatto, ucciso dal genero. È stato lo stesso Consoli che da qualche tempo ha cominciato a confessare alcuni reati commessi e a riferirlo agli inquirenti. In sostanza sarebbero passati dalle sue mani le armi usate per tutti e tre i delitti. La Procura di Enna, sulla base di queste considerazioni, ha chiesto il rinvio a giudizio di Adolfo Consoli, difeso dall’avvocato Emanuela Lanzafame, per detenzione di armi. Assieme a lui è stato anche chiesto il rinvio a giudizio di Umberto Castronovo, pregiudicato di 53 anni, difeso dall’avvocato Luca Di Salvo e di due incensurati, A.S. e G.S., ambedue di quarantasette anni, difesi entrambi dall’avvocato Sinuhe Curcuraci. Si tratta di vicende slegate fra di loro sia come personaggi sia come modus operandi visto che i presunti assassini sono già stati individua e per Contraffatto, anche condannati in via definitiva. Calogero Contraffatto è stato ucciso dall’ex genero David Satariano il 27 febbraio 2007. Satariano gli sparò un colpo di pistola, mentre la vittima stava uscendo da casa con il suo motorino per recarsi al lavoro. Le cause erano gli scontri verbali ed anche fisici fra Satariano e l’ex moglie. Il venditore ambulante Carmelo Governale fu ucciso e bruciato all’interno della sua auto, il 22 ottobre 2007 e per il delitto sono stati condannati, in attesa della Cassazione, i fratellastri Umberto e Carlo Castronovo. L’avrebbero ucciso per punire uno sgarro subito. L’arma usata per i due delitti sarebbe la stessa: un revolver calibro 38 a sei colpi 357 magnum King Kobra, che Castronovo, assieme a G.S. avrebbe ceduto proprio ad Adolfo Consoli. Giuseppe Avvenia, la notte fra il 3 e 4 ottobre del 2007, sarebbe stato ucciso a colpi di pistola per alcuni scontri con alcuni imputati e fra i condannati c’è anche Aldo Consoli, ritenuto uno dei mandanti. L’arma, una revolver Renato Gamba, sarebbe stata ceduta dal Consoli a Giuseppe La Rosa, uno dei presunti assassini. A.S. poi è accusato assieme a Consoli di detenzione di una Smith and Wesson, da considerarsi “arma antica”, fino al 27 marzo 2008; e altri tre revolver
in un garage di proprietà di A.S.; di ricettazione di una pistola che è risultata rubata a Ivano Antonio Di Marco, un piazzese che poi fu arrestato per associazione mafiosa e che in questo procedimento viene ritenuto come “persona offesa”. Adolfo Consoli da solo è poi accusato di porto abusivo di tre pistole prima di fine marzo del 2008.