Enna. Presidente Fand, Giuseppe Regalbuto, su morti sul lavoro

Enna. Giuseppe Regalbuto, ex consigliere provinciale, presidente della Fand lancia un allarme specifico, nel senso che “bisogna investire sulla sicurezza sul lavoro”. “Nella triste graduatoria delle regioni – evidenzia Regalbuto – in cui è stato registrato il maggior numero di decessi sul lavoro da gennaio ad aprile di quest’anno la Sicilia occupa il terzo posto, con 13 morti bianche, dietro Emilia Romagna e Lombardia, 14 ciascuna, e davanti al Piemonte, 12. Una tragedia che si consuma quotidianamente, dal Nord al Sud del Paese, e che riguarda pesantemente anche la Sicilia”. In Italia nei primi quattro mesi del 2013 sono 125 i lavoratori morti per infortuni sui luoghi del lavoro, secondo gli allarmanti dati tratti dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering. Il 32,3% in edilizia, il 31 % in agricoltura (la maggior parte dei quali schiacciati dal trattore che guidano), il 17,5% nei servizi, il 6,5% nell’autotrasporto. Se si registra un decremento nelle statistiche nazionali pari al 10%, c’è, comunque, poco da sorridere perché quella che rimane una autentica carneficina, ignorata dalla politica, risente degli effetti della crisi economica, che ha determinato un calo dell’occupazione. “La diminuzione dell’attività produttiva – precisa il presidente Fand – ha influito quest’anno su questo calo più di quanto sia avvenuto negli ultimi anni. Certo, non è confortante che la diminuzione dei casi di morte sia direttamente proporzionale al calo dell’occupazione piuttosto i governi, sia regionale che nazionale, dovrebbero puntare su politiche di sviluppo reale e rimettere al centro l’idea che investire in sicurezza conviene. Si potrebbe fare moltissimo e con poche risorse”. il Presidente della Fand propone che i comuni potrebbero dotarsi di un fondo unico con prestiti a tassi agevolati nei confronti di quei tanti condomini con necessità di lavori urgenti, che, purtroppo, però non vengono avviati per mancanza di liquidità. “Da tempo – conclude Regalbuto – chiediamo invano di puntare su politiche di sviluppo reale che, rimettendo al centro le vocazioni naturali della Sicilia, creino nuove opportunità di lavoro; è inammissibile che in Sicilia su un fronte si continua a morire di disoccupazione, dall’altro si muore di mancanza di sicurezza nel posto di lavoro”.