Pietraperzia. Processo abbreviato per Grazia Stella ed i suoi tre figli
Enna-Cronaca - 26/05/2014
Una donna di Pietraperzia, Grazia Stella, 66 anni e i suoi tre figli Giuseppe Salvatore e Giovan Battista Di Marca, saranno processati con il rito abbreviato in quanto si sono resi responsabili di tentato omicidio nei confronti di due persone, padre e figlio, che sono residente in Francia, ma che si trovavano per un periodo di vacanze a Pietraperzia. L’avvocato Gaetano Giunta del foro di Catania ha ottenuto il rito abbreviato a condizione che sia ascoltato sulla rissa un supertestimone, che ha visto la tutta la lite. Tutto nasce dal fatto che un bambino correva lungo la strada dove abitano i Di Marco con il monopattino e la signora Stella aveva rimproverato il ragazzino, dicendogli che il marito stava molto male e quindi lo invitava a desistere dal suo gioco. Pare che Grazia Stella abbia invitato i figli ad una spedizione punitiva, andando ad aggredire nonno e padre del bambino. C’è stata una violenta lite ed il nonno nella colluttazione ha riportato la frattura del braccio, comunque subito dopo la lite i due furono portati la Pronto soccorso dell’Ospedale, ed i medici li dichiararono fuori pericolo. Il Gup Elisabetta Mazza ha accolto l’istanza,il pm Fabio Scavone aveva espresso parere contrario. Sostanzialmente il super testimone sarà interrogato nell’udienza del 12 giugno. E così adesso il prossimo 12 giugno, mentre le conclusioni ci saranno il prossimo 13 novembre. Nonno e padre si sono costituiti parte civile e sono assistiti dall’avvocato Mauro Lombardo. Le indagini, coordinate dal pm Marco Di Mauro, ha evidenziato, anche a seguito della consulenza del medico legale Filippa Tropea, che due tentati omicidi non ci sono stati per cui l’accusa è passata dal duplice tentato omicidio a tentato omicidio e lesioni. L’accusa è passata, in pratica, da duplice tentato omicidio a tentato omicidio e lesioni. Il consulente della difesa, il medico Giuseppe Sanfilippo, ha dichiarato che si è trattato solo di una lezione. Comunque l’avvocato Lombardo ha, subito dopo la lite, consegnato alla Procura le cartelle cliniche dei due feriti. I fratelli Di Marca hanno sempre sostenuto che in loro c’era solo di dare una punizione e non c’era assolutamente la volontà di uccidere.