Strade fragili e territori isolati: l’eredità del ciclone, Confcommercio: “Qui è tutto bloccato”

Enna e il suo territorio tornano a fare i conti con una viabilità fragile, precaria, incapace di garantire collegamenti sicuri e continui. I danni provocati dal ciclone “Harry” hanno riacceso i riflettori su una situazione che nell’Ennese non è mai realmente rientrata: strade provinciali dissestate, arterie strategiche a rischio e comunità che, a ogni evento atmosferico intenso, rischiano l’isolamento.

Le piogge abbondanti e il vento hanno aggravato criticità già note lungo numerose strade provinciali che collegano Enna ai comuni dell’entroterra. Smottamenti, cedimenti della carreggiata, fango e detriti hanno reso difficoltosa la circolazione su più tratti, con rallentamenti e disagi quotidiani per pendolari, studenti e imprese.

Provinciali in sofferenza, statali sotto pressione

Le maggiori criticità si registrano ancora una volta sulla rete provinciale, da anni segnata da manutenzione insufficiente e interventi tampone. Le direttrici verso Piazza Armerina, Nicosia, Leonforte e Troina risultano particolarmente vulnerabili, così come i collegamenti secondari che rappresentano l’unica via di accesso per molte aree rurali e produttive.

Anche la rete statale nell’Ennese ha mostrato tutta la sua fragilità. Lungo la SS 117 Nord-Sud e la SS 122 si sono registrati restringimenti, rallentamenti e interventi urgenti per la messa in sicurezza, con pesanti ripercussioni sulla mobilità e sul trasporto delle merci. Un quadro che, secondo Confcommercio Caltanissetta Enna, non può più essere letto come una semplice conseguenza del maltempo.

Confcommercio: “Basta una pioggia intensa per bloccare tutto”

«Qui non siamo di fronte alla sfortuna, ma a anni di mancata programmazione», afferma il presidente di Confcommercio Caltanissetta Enna, alternando toni netti e preoccupazione. «A Enna basta una pioggia più intensa del normale per spezzare strade, isolare territori e fermare economie locali».

L’associazione evidenzia come la fragilità della viabilità ennese rappresenti un freno strutturale allo sviluppo. Le imprese commerciali, artigiane e agricole si trovano a operare in condizioni di incertezza continua, con costi aggiuntivi legati ai trasporti, ritardi nelle consegne e una percezione crescente di insicurezza.

Imprese e cittadini pagano il conto

I danni del ciclone “Harry” si sommano così a una situazione già critica. Attività produttive rallentate, collegamenti compromessi, territori che rischiano di rimanere tagliati fuori dai principali flussi economici dell’Isola. Confcommercio sottolinea come tutto questo non possa essere considerato “normale” per un’area che rappresenta il cuore geografico e produttivo della Sicilia.

«Non dobbiamo dimenticare, non possiamo dimenticare, non vogliamo dimenticare», ribadisce il presidente. Un messaggio chiaro, che punta a trasformare l’emergenza in una responsabilità politica e amministrativa permanente.

La richiesta: interventi immediati e una strategia per l’Ennese

Confcommercio Caltanissetta Enna chiede interventi immediati sulla sicurezza stradale, risorse straordinarie per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e, soprattutto, una strategia duratura per l’Ennese e le aree interne. Le imprese, sottolinea l’associazione, non chiedono assistenza, ma condizioni minime per poter lavorare.

Senza strade sicure e collegamenti efficienti, non c’è sviluppo possibile. Enna non può continuare a essere trattata come una periferia sacrificabile. «È un territorio che produce, lavora e resiste – conclude Confcommercio – ma non può essere lasciato solo».