Scontro a Piazza Armerina su Cammarata, direttivo FdI difende sindaco da Pd e Forza Italia

Il direttivo di Fratelli d’Italia di Piazza Armerina interviene per rispondere alle critiche sollevate dai gruppi di opposizione in Consiglio comunale – Partito Democratico e Forza Italia – sull’avvicendamento in Consiglio provinciale tra il sindaco Nino Cammarata e Pino Castelli, presidente del Consiglio comunale di Catenanuova, entrambi esponenti di FdI.

La nota del direttivo di FdI

In una nota, il direttivo respinge le accuse definendole “valutazioni forzate che non tengono conto della reale natura della scelta compiuta”, chiarendo come il passaggio rappresenti una normale dinamica politica interna al partito, assunta “nel pieno rispetto delle regole democratiche”.

Il turnover

Secondo Fratelli d’Italia, il turnover negli incarichi istituzionali è uno strumento legittimo e ampiamente utilizzato, finalizzato a favorire il pluralismo e una più ampia partecipazione politica, senza incidere sul ruolo delle istituzioni. “Non si può parlare di espulsioni né di svuotamento delle funzioni istituzionali”, sottolinea il direttivo, ricordando che gruppi consiliari e organi di partito sono piani distinti.

FdI evidenzia inoltre come la rappresentanza in Consiglio provinciale resti pienamente garantita, poiché l’avvicendamento è avvenuto attraverso dimissioni volontarie e il subentro del primo dei non eletti, “senza alcuna alterazione degli equilibri determinati dal voto”.

L’affondo alle opposizioni

Da qui la critica alle opposizioni, accusate di attribuire alla scelta significati che non rispecchiano la realtà dei fatti. “Leggere in questa decisione incoerenze o interessi personali appare strumentale e non rispondente ai fatti”, afferma il direttivo, ribadendo che l’obiettivo è rafforzare la partecipazione politica, non indebolire le istituzioni.

Infine, Fratelli d’Italia richiama a un confronto politico basato su dati e processi reali, invitando a evitare interpretazioni che, a loro giudizio, rischiano di “confondere l’opinione pubblica e impoverire il dibattito democratico”.