Altro che ddl: ecco perché Draià, Greco e Bonelli possono candidarsi per la terza volta

Il rinvio all’ARS del disegno di legge regionale che prevede, tra le altre novità, il 3° mandato per i Comuni fino a 15 mila abitanti, ha messo in allarme quei Sindaci che avevano già acceso i motori elettorali per una ricandidatura. In provincia di Enna i Sindaci dei Comuni potenzialmente interessati sono Draià per Valguarnera, Bonelli per Nicosia e Greco per Agira.

L’analisi

A nostro avviso una lettura costituzionalmente orientata del vigente quadro normativo aprirebbe comunque le porte ad una loro ricandidatura.

L’esercizio del potere legislativo anche da parte delle Regioni a statuto speciale in ambiti, pur ad esse affidati in via primaria, che concernano limiti al diritto di elettorato passivo, deve rispettare il principio di eguaglianza sancito in materia dall’art. 51 della Costituzione, trattandosi di un diritto che, essendo intangibile nel suo contenuto di valore, può essere unicamente disciplinato da leggi generali, che possono limitarlo soltanto al fine di realizzare altri interessi costituzionali altrettanto fondamentali e generali, senza porre discriminazioni sostanziali tra cittadino e cittadino, in relazione alle Regioni in cui gli Enti locali si trovino.

Il ruolo delle Commissioni elettorali

Questa esigenza di uniformità, più volte affermata dalla giurisprudenza costituzionale comporta che la mancata introduzione del 3° mandato nell’ordinamento siciliano non potrà impedire ai Sindaci uscenti di riproporre la propria candidatura.

In tale contesto, è verosimile che le competenti Commissioni elettorali circondariali saranno costrette a scegliere tra due normative. Una regionale, ma potenzialmente incostituzionale, ed una statale che, invero, ha già superato il vaglio costituzionale. Nel primo caso, l’inevitabile ricorso con procedura d’urgenza al Tribunale ordinario consentirà ai Sindaci uscenti, previa sospensione della decisione che ne disporrà l’eventuale incandidabilità, di partecipare alla competizione elettorale in attesa di conoscere le risultanze della questione di costituzionalità che sarà inevitabilmente sollevata nel contesto della medesima fase cautelare.