Dubbi sulla tutela del patrimonio storico, Pd di Piazza incalza la giunta: interrogazione in aula

Approderà nel Consiglio comunale di oggi un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico Andrea Eros Leandro Arena e Dario Azzolina sull’applicazione della normativa in materia di archeologia preventiva, prevista dal Codice dei contratti pubblici e dal Codice dei beni culturali.

Il focus del Pd sull’interesse archeologico

L’atto ispettivo punta a verificare se, nei lavori pubblici avviati o realizzati negli ultimi anni e in quelli programmati, siano state correttamente applicate le procedure di verifica preventiva dell’interesse archeologico, obbligatorie per legge. Una normativa che ha un duplice obiettivo: la tutela del patrimonio storico-archeologico e la salvaguardia delle opere pubbliche e delle imprese da blocchi dei cantieri, danni e costi imprevisti.

«L’archeologia preventiva non è un ostacolo ai lavori – sottolineano Arena e Azzolina – ma uno strumento di pianificazione che consente di programmare meglio gli interventi, evitare sospensioni in corso d’opera e ridurre il rischio di contenziosi».

La stoccata all’assessorato ai Lavori pubblici

Secondo i consiglieri dem, l’interrogazione nasce anche dalla necessità di chiarire l’orientamento dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, che «non sempre sembrerebbe considerare queste procedure un obbligo di legge, come invece avviene nel resto del Paese».

Un aspetto ritenuto particolarmente rilevante alla luce delle caratteristiche del territorio di Piazza Armerina, che conta numerose aree archeologiche perimetrate, ville romane con mosaici, insediamenti preistorici e medievali, necropoli e resti di importanti città di età greca e romana.

«Dopo oltre dieci anni dall’introduzione dell’archeologia preventiva – affermano – non è più accettabile trascurare uno strumento che tutela la nostra storia e, allo stesso tempo, garantisce opere pubbliche più sicure e tempi certi per i cantieri».