La bimba malata, il papà: “Grazie a Schifani ma la Regione copre solo spese di un accompagnatore”
Enna-Cronaca - 06/02/2026
“Ringrazio il presidente della regione Schifani per avere sollecitato una pratica di rimborso, che giaceva in commessione sanitaria regionale dell’assessorato della Salute, per i viaggi della speranza che io e la mia famiglia siamo costretti a fare per curare mia figlia Nora affetta da retinoblastoma. Ma approfitto di questa attenzione per dire, a nome mio e delle tante famiglie costrette a curarsi fuori Sicilia, che questa legge va modificata perché non funziona. Non si tratta infatti di rimborso che significa avere tutto quello che si è speso per affrontare il viaggio e la malattia ma di un forfettario che riguarda solo un accompagnatore”.
Il padre di Nora
Tano Franzone è il padre della bimba alla quale nei mesi scorsi, a causa dell’aggravarsi della patologia che la costringe in ospedale da quando aveva 8 mesi, ora ne ha 6 di anni. Racconta il dolore, i disagi, la fatica di vivere per mesi tra ospedali e b&b . “ Noi non partiamo in gita – dice – questa volta è da fine ottobre che siamo tra Siena, Padova e Roma e ci vogliono tanti e tanti soldi. Se come è successo dobbiamo fare una visita la Regione copre esclusivamente il costo del giorno della visita e il biglietto per un accompagnatore. Dunque, se la visita ce l’abbiamo mercoledì ma decidiamo di prendere l’aereo lunedì perchè costa meno è tutto a nostro carico. Non solo non ci rimborsano l’affitto di una macchina per muoverci. Ma io mia figlia , che è un’immunodepressa, non la posso far viaggiare in treno e o in autobus. Chiedo al presidente Schifani, che sta dimostrando sensibilità per questa nostra tragedia, di proporre una modifica di questa legge”.
La burocrazia lenta per il rimborso delle spese
Franzone racconta di una burocrazia farraginosa e lunga. “Prima di partire bisogna presentare una domandina all’Asp. Al ritorno esibire tutte le fatture che vengono inviate a Palermo e poi bisogna attendere. Il rimborso, di cui parla il presidente e che ora ci è stato accordato, riguarda una visita che la bambina ha fatto a settembre. Noi siamo al nord da ottobre e solo grazie ad una associazione di Catania, la Samot, che ci ha pagato l’affitto di una casa a Padova e della Caritas di Siena, con il suo presidente Don Vittorio Giglio, che ci sta ospitando in una casa, stiamo affrontando tutto questo”.
Rivedere la legge
L’appello, dunque, alla politica affinché riveda questa legge, la 202 del 79, che prevede un sostegno alle famiglie costrette ad andare fuori Sicilia per curarsi . “Se Nora potesse curarsi a Catania, a Palermo o ancora meglio ad Enna è chiaro che noi non ci saremmo mai mossi da qua. Invece da anni dobbiamo recarci al nord e solo grazie al sostegno della nostra città stiamo affrontando le enormi spese che questi viaggi comportano”.