Da vittima a responsabile di un’aggressione, dottoressa e marito finiscono a processo

Da vittima di un’aggressione da parte di un uomo, un dipendente pubblico, nel corso di una visita fiscale – come emerge nella denuncia ai carabinieri nell’estate del 2024 – a responsabile di un violento pestaggio insieme al marito. Per i coniugi si è aperto il procedimento penale con l’accusa di calunnia e lesione personale in concorso e si presenteranno al Tribunale di Enna il 19 maggio prossimo in occasione dell’udienza preliminare.

La vicenda

Un ribaltamento del fronte che vede al centro una dottoressa, originaria di Centuripe, in servizio all’Inps, che si era recata a Nicosia per valutare le condizioni mediche del lavoratore in malattia. La donna aveva dichiarato di aver subito dei danni fisici da parte del paziente, a suo dire infastidito dalla visita fiscale, e di essere stata tratta in salvo dal marito che l’aveva accompagnata fin lì in macchina.

Le immagini delle telecamere

Sarebbe stata tutta un’invenzione, come emergerebbe dalle indagini della Procura di Enna che, nelle settimane scorse, ha inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio della coppia. A rendere nota la notizia sono i difensori del lavoratore, gli avvocati Giovanni Cannata e Giambattista Lo Pinzino,  per i quali sono state determinanti le immagini della telesorveglianza.

“Grazie alle immagini video fornite da una telecamera interna istallata in casa dell’assistito consegnata all’Autorità Giudiziaria in sede di querela, è venuta fuori la verità, invertendo processualmente i ruoli e demolendo il castello di menzogne edificato dai oggi incriminati per una serie di reati anche di una certa gravità”.

“L’aggressione l’ha subita il nostro assistito”

Le riprese, secondo quanto riferito dai legali, hanno dimostrato  senza timore di smentita, “che nessuna aggressione è stata posta in essere dal nostro assistito in danno della dottoressa, anzi al contrario è stato suo marito a strattonare il nostro cliente provocandone una rovinosa caduta a terra per poi prenderlo violentemente a calci, inveendo nel contempo contro lui”. I difensori stigmatizzano il comportamento della dottoressa che, in qualità di medico, ha omesso “di prestare soccorso, anzi allontanandosi noncurante con il marito dai luoghi”.

Il cambio di scenario

Dopo la visione delle immagini, il pm ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico del lavoratore “per infondatezza della notizia di reato”, aprendo un fascicolo per i coniugi culminato con la fissazione dell’udienza preliminare. Una vicenda che suscitò molto clamore, al punto che l’Ordine dei medici di Enna si disse pronto alla costituzione di parte civile nel procedimento a carico del dipendente.

La difesa: “Ci aspettiamo le scuse dell’Ordine dei medici”

“Attendiamo con grande serenità – spiegano gli avvocati Giovanni Cannata e Giambattista Lo Pinzino – l’esito del processo che da qui a breve avrà inizio innanzi al Tribunale di Enna, ma sempre con il garantismo di chi aspetterà l’esito di una sentenza definitiva prima di esprimersi. Ma al di là del processo non possiamo esimerci dal mettere in luce uno scenario che si è rivelato assai più grave di quello falsamente divulgato dalla dottoressa. A questo punto, vista la solerte e determinata presa di posizione in difesa della dottoressa contro l’assistito, assunta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Enna, si spera vivamente che lo  stesso Presidente dell’Ordine dei medici di Enna, con la medesima celerità e con l’onesta intellettuale che deve contraddistinguere il suo ruolo, abbia l’umiltà di porre le dovute scuse al dipendente pubblico. Come rimaniamo speranzosi di leggere le scuse e le dovute rettifiche da parte della Fp Cgil Sicilia e, soprattutto, del presidente del Comitato provinciale Inps e del direttore della sede provinciale Inps di Enna”.