Rubinetti a secco e acqua sporca a Valguarnera, Bruno: “Inaccettabile” e chiede lumi alla sindaca

«L’assenza dell’acqua non è un semplice disagio, è un problema grave che incide sulla dignità e sulla salute delle persone». Angelo Bruno non usa mezzi termini. Il consigliere comunale di Valguarnera affonda il colpo su una delle emergenze più sentite dalla comunità: in alcune zone di Valguarnera i rubinetti sono a secco da almeno tre giorni. E quando l’acqua arriva, raccontano i residenti, scorre sporca, giallastra, maleodorante, perfino con piccoli detriti.

La vicenda

Un attacco diretto, che fotografa la tensione crescente in paese. Perché la sospensione dell’erogazione idrica era stata annunciata dal gestore per consentire lavori di manutenzione all’acquedotto Ancipa Basso, interventi che hanno interessato anche altri Comuni dell’Ennese. Ma se altrove l’acqua ha ricominciato a sgorgare dai rubinetti, in alcune aree di Valguarnera il ritorno alla normalità non si è mai concretizzato. E così la rabbia monta.

Bruno: “Situazione inaccettabile”

Bruno parla di una situazione «inaccettabile», di cittadini costretti a vivere «nell’incertezza di un bene essenziale». Sottolinea come alle comunicazioni ufficiali – «l’acqua arriverà nelle abitazioni» – non siano seguiti i fatti. «Nella migliore delle ipotesi arriva solo per pochissime ore», denuncia.

I video denuncia

Il consigliere riferisce di aver ricevuto foto e video da parte di residenti esasperati: acqua dal colore torbido, con residui, potenzialmente dannosa non solo per la salute ma anche per gli impianti domestici. «Oltre al disservizio e alla scarsa comunicazione – osserva – c’è il rischio concreto di rovinare caldaie, lavatrici e altri elettrodomestici».

Gestione idrica nel mirino

Nel mirino finisce anche la gestione complessiva del servizio idrico. «Non capisco che fine abbia fatto l’Ati idrico, non comprendo come sia tollerabile una situazione del genere», afferma Bruno, chiamando in causa l’assetto organizzativo e le responsabilità politiche.

Il consigliere spiega di aver inizialmente scelto di attendere, per evitare polemiche premature. «Ho sperato che l’interruzione fosse durata il tempo necessario a risolvere il problema», dice. Ma dopo tre giorni senza acqua in alcune zone del paese, la pazienza si è esaurita. «È evidente che la situazione merita un’analisi profonda».

La questione, però, non è soltanto tecnica. È politica e sociale. «Come si fa a dire che i veri problemi sono altri, quando manca ciò che è fondamentale per la vita quotidiana?», domanda Bruno. «Prima di tutto viene il diritto ai servizi primari, e l’acqua è il primo tra questi».

La lettera alla sindaca

Questa mattina il consigliere ha scritto al sindaco per chiedere chiarimenti dettagliati e per sollecitare un’informazione puntuale ai consiglieri comunali, così da poter fornire risposte certe ai cittadini. Ha inoltre manifestato la propria disponibilità a partecipare a qualunque seduta di Consiglio comunale o di Commissione per affrontare l’emergenza.

Nel frattempo, nelle case delle zone ancora a secco, si continua a riempire taniche e a controllare i rubinetti. In attesa che l’acqua torni davvero. Non per poche ore. Ma per restare.