Tavolate, cavalli e fede: Valguarnera pronta ad abbracciare San Giuseppe, ecco tutti gli eventi

Fede, folklore e tradizione. È questo il trinomio che rende magica e spettacolare da tanti decenni a Valguarnera Caropepe la festa del Santo Patriarca San Giuseppe, co-patrono della città. Una festa che, per la sua peculiarità, accoglie ogni anno tantissimi forestieri provenienti da tutta l’isola, tanto da essere considerata una delle più belle feste di Sicilia.

L’organizzazione della festa

Anche quest’anno sia la parrocchia guidata da don Enzo Ciulo, insieme al suo collaboratore Marco Rizzone, sia l’associazione Patriarca, Folklore e Tradizione, con il patrocinio del Comune, hanno allestito un ricco cartellone che ricalca, più o meno, quello degli anni passati.

Il clou della festa, come ormai tradizione, è stato anticipato di qualche giorno – sabato 14 e domenica 15 marzo – per consentire una maggiore presenza di visitatori

Attesi centinaia di visitatori da tutta la Sicilia

Come avviene ormai da diversi anni, anche per questa edizione si attendono circa un centinaio di caravan e una ventina di pullman provenienti da ogni parte della regione.

La festa di San Giuseppe a Valguarnera è infatti unica nel suo genere, non solo per le celebri tavolate – quest’anno in tutto undici – ma anche per i caratteristici “m’braculi”, i miracoli votivi.

Le celebri tavolate votive

Le tavolate rappresentano uno degli elementi più suggestivi della festa e costituiscono il ringraziamento al Patriarca per i miracoli e le grazie ricevute. L’abbondanza del cibo che ricopre l’intera tavola – pane, verdure, fritture, dolci e frutta – simboleggia la ricchezza dei beni che il Creatore elargisce alle sue creature.

Alla base della tavola vengono sistemati i posti dove siederanno, fino a un massimo di tredici, i Santi e la Sacra Famiglia. La “zena” (cena) verrà consumata quest’anno la mattina del 15 marzo a porte chiuse. Una volta concluso il rituale, i presenti potranno gustarne le prelibatezze.

La cerimonia delle visite alle tavolate inizierà invece dalle 14 e proseguirà fino a tarda sera. I visitatori osservano in religioso silenzio le preparazioni, senza però gustarle.

I “m’braculi” e la cavalcata dei cavalieri

Altro elemento caratteristico della festa sono i “m’braculi” (miracoli), torce votive arricchite da fiori di carta e sacchi di grano, portate sul dorso di cavalli bardati a festa. Anche questi rappresentano un segno di gratitudine verso il Santo per le grazie ricevute.

Negli ultimi anni uno dei momenti più spettacolari è rappresentato dalla celebre “cavalcata”, curata da circa un centinaio di cavalieri che, con i cavalli addobbati a festa, attraversano le vie del paese.

Un rito che affonda le radici nella storia

Secondo alcuni studiosi, questa festa ricca di ritualità e simbolismo potrebbe avere origini molto antiche e presentare elementi di continuità con il culto pagano di Cerere, dea delle messi che aveva proprio a Enna uno dei suoi principali santuari.

La festa è preceduta da un novenario e la sera della vigilia i sacerdoti portano la benedizione nelle case dove sono state allestite le tavolate.

Undici tavole tra pubblico e privato

Quest’anno le tavole votive saranno in totale undici. Tra queste spicca quella allestita dalla confraternita nella sagrestia della chiesa, che per alcuni anni non era stata realizzata.

Di rilievo anche la tavola organizzata dal Comune presso la sala consiliare, quella della nuova Pro Loco di Valguarnera presso l’ex carcere di piazza Tuttobene, quella della Casa Museo Caripa in via Turati e quella dell’associazione culturale Valguarnera in Arte in via Sant’Elena. Le altre sono tavole private di famiglie che hanno voluto sciogliere un voto o ringraziare per una grazia ricevuta, sparse per tutto il paese e visitabili dai fedeli e dai visitatori.