Medico dell’ospedale di Enna accusato di spaccio di droga: è agli arresti domiciliari
Enna-Cronaca - 11/03/2026
Un medico del centro trasfusionale dell’ospedale Umberto I di Enna è finito agli arresti domiciliari dopo essere stato trovato in possesso di una partita di droga. La notizia, rimasta riservata per alcuni giorni, è filtrata soltanto nelle ultime ore, scatenando sgomento tra i colleghi.
Fermato dalla polizia
Il professionista sarebbe stato fermato dalla polizia mentre era alla guida della sua auto. Durante il controllo, gli agenti avrebbero scoperto lo stupefacente che l’uomo stava trasportando. A quel punto sono scattati immediatamente i provvedimenti dell’autorità giudiziaria: per il medico sono stati disposti gli arresti domiciliari. Parallelamente, l’azienda ospedaliera ha disposto la sospensione del servizio del dottore.
L’ispezione in ospedale
Gli investigatori hanno inoltre effettuato una perquisizione nel reparto dell’ospedale dove il medico presta servizio. L’ispezione, secondo quanto trapela, non avrebbe portato al ritrovamento di sostanze stupefacenti o altri elementi riconducibili all’indagine.
Lo sgomento negli ambienti della sanità
La vicenda ha colpito particolarmente l’ambiente sanitario locale. Il medico arrestato, infatti, ricopre anche il ruolo di direttore sanitario di un’associazione impegnata nella promozione della donazione del sangue, un incarico che rende la notizia ancora più delicata. Tra i corridoi dell’ospedale e negli ambienti professionali cittadini il sentimento prevalente è lo sgomento: per giorni si è parlato sottovoce di un fermo eccellente, ma solo ora la vicenda è emersa con chiarezza, rimbalzando rapidamente in tutta Enna e alimentando incredulità e sconcerto.
L’inchiesta della Procura
Sul caso indaga la Procura di Enna, che vuole chiarire il reale coinvolgimento del medico nella vicenda e soprattutto capire quale fosse il suo ruolo nella gestione dello stupefacente. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire eventuali contatti e canali di approvvigionamento della droga.
Secondo alcune ipotesi investigative, non è escluso che l’uomo fosse già da tempo sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine. Saranno però gli sviluppi dell’inchiesta e soprattutto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari a chiarire i contorni della vicenda. In quella sede il medico potrà fornire la propria versione dei fatti, spiegare le ragioni della sua condotta e, se lo riterrà opportuno, respingere le accuse che gli vengono contestate.