Umberto I, operata al cuore una neonata di appena 600 grammi: la piccola è salva

Quando si parla di neonati prematuri e di battaglie combattute nei reparti di terapia intensiva, in Sicilia è inevitabile che la memoria torni alla storia del piccolo Domenico. Una vicenda che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità, fino al tragico epilogo.

La storia della neonata

All’ospedale Umberto I di Enna, però, nei giorni scorsi si è scritta un’altra storia. Diversa, per fortuna. Una storia che questa volta ha preso la direzione della speranza.

La protagonista è una neonata prematura che pesa poco più di 600 grammi. Un peso minuscolo, che rende ogni intervento una sfida complessa. Martedì scorso la piccola è stata sottoposta a un delicato intervento di cardiochirurgia pediatrica per la chiusura del dotto di Botallo, un vaso sanguigno fetale che collega l’aorta all’arteria polmonare e che, normalmente, si chiude spontaneamente poco dopo la nascita. Nei bambini prematuri questo non sempre accade e la sua persistenza può compromettere la funzione cardiaca e quella polmonare.

L’equipe del San Vincenzo

A operare è stata l’équipe del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo “Bambino Gesù” dell’ospedale San Vincenzo di Taormina.

Il team guidato dal primario di cardiochirurgia pediatrica Sasha Agati e dalla cardiochirurga Ines Andriani è arrivato a Enna per eseguire direttamente l’intervento nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Con loro anche il primario di cardioanestesia pediatrica Enrico Iannace e l’infermiera specializzata Concita Scalia.

Professionisti abituati a lavorare su pazienti minuscoli, in cui ogni parametro vitale è fragile e ogni gesto chirurgico richiede precisione assoluta.

Parla il dottor Agati

“Quando c’è un bambino che sta male — ha dichiarato il dottor Agati — preferiamo unire le forze agli ospedali con cui collaboriamo, raggiungendoli, per evitare che i piccoli pazienti vengano spostati. Con l’UTIN di Enna abbiamo un rapporto di fiducia e collaborazione consolidato, l’obiettivo comune è mettere sempre i bambini nelle condizioni di superare la prematurità nel modo più sicuro possibile. Il lavoro di squadra fa la differenza: noi eseguiamo gli interventi chirurgici e il reparto ennese segue con competenza il post operatorio”. Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Enna, guidato dalla dottoressa Sabrina Morreale, negli anni è diventato un punto di riferimento per l’assistenza ai neonati critici provenienti anche da altre province siciliane.

Il primario dell’Utin di Enna

“La collaborazione con il dottor Agati e con tutta l’équipe del San Vincenzo è diventata nel tempo un riferimento imprescindibile per noi — ha dichiarato la dottoressa Sabrina Morreale, primario dell’UTIN di Enna —. La loro professionalità è fuori discussione, ma ciò che colpisce è anche la disponibilità costante, la prontezza con cui rispondono ogni volta che ne abbiamo bisogno e la loro grande umanità”.

La piccola sarà assistita

L’intervento è riuscito e la piccola ora continua il suo percorso assistita dal personale della terapia intensiva neonatale. Nei corridoi dell’UTIN, dove i genitori aspettano notizie davanti a porte che sembrano non aprirsi mai abbastanza in fretta, questa volta la storia ha preso la strada che tutti speravano. Una storia minuscola nel peso, ma enorme nel significato. E soprattutto, una storia a lieto fine.