Gasolio agricolo usato per i tir: maxi frode sulle accise, Enna al centro dell’inchiesta della Gdf
Enna-Cronaca - 12/03/2026
Un sistema rodato per fare il pieno ai camion pagando il carburante molto meno del dovuto, tra documenti falsi, gasolio agricolo usato per l’autotrasporto e rifornimenti dall’Est Europa. Un meccanismo che passa anche dall’Ennese e che ora è finito al centro di un’inchiesta della Guardia di finanza di Catania.
Le misure cautelari
I finanzieri del comando provinciale etneo hanno eseguito cinque misure cautelari – due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e tre divieti di esercitare attività d’impresa – nei confronti di altrettante persone indagate per sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici. In tutto sono sette gli indagati.
I provvedimenti, disposti dall’autorità giudiziaria di Catania, sono stati eseguiti nelle province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma. Contestualmente è stato disposto anche il sequestro di beni aziendali e liquidità di una società di capitali e di due ditte individuali per oltre 235 mila euro, oltre al sequestro delle quote e delle disponibilità finanziarie di un’altra società che avrebbe beneficiato del sistema fraudolento.
Il sistema del gasolio “fantasma”
Al centro dell’indagine, coordinata dalla procura di Catania e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme gialle, c’è un imprenditore di 38 anni attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica.
Secondo gli investigatori avrebbe organizzato, insieme ad altre quattro persone, un sistema illecito per rifornire i propri mezzi di ingenti quantità di gasolio acquistato senza pagare Iva e accise, ottenendo così prezzi molto più bassi rispetto a quelli di mercato.
Il carburante arrivava anche dall’Est Europa: tre raffinerie avrebbero fornito il prodotto che veniva trasportato in Italia su gomma e su rotaia, ma accompagnato da documenti falsi che lo descrivevano come un innocuo “liquido bio anticorrosivo”, merce esente da imposte.
A organizzare i viaggi sarebbero stati tre autisti incaricati di recuperare il carburante all’estero e portarlo in Italia. Secondo la Guardia di finanza, circa 400 mila litri di prodotto energetico sarebbero stati così immessi sul mercato in frode fiscale.
Il ruolo del deposito nell’Ennese
Un altro tassello del sistema portava proprio in provincia di Enna. Qui, secondo gli inquirenti, l’imprenditore si sarebbe rifornito anche di gasolio agevolato per uso agricolo da un deposito di prodotti energetici gestito da un uomo di 73 anni.
Il carburante, che per l’agricoltura gode di una tassazione ridotta – Iva al 10% invece che al 22% e accise inferiori di circa 50 centesimi al litro – sarebbe stato invece utilizzato per alimentare i camion dell’azienda di trasporti.
Per dare una parvenza di regolarità all’operazione, le vendite sarebbero state fatturate formalmente a una cooperativa agricola di Biancavilla, amministrata da un altro indagato.
Sequestri e deposito abusivo
Nel corso dell’operazione i finanzieri hanno sequestrato 143 mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburante, sette mezzi tra tank container, trattori stradali e semirimorchi, oltre a 58 cisterne fuori terra, pompe di sollevamento e attrezzature per l’erogazione del carburante.
Un colpo a un traffico che, secondo gli investigatori, consentiva agli indagati di alimentare la propria attività di autotrasporto con carburante a costi drasticamente ridotti, sottraendo allo Stato una consistente quota di imposte.