Dall’imprenditore di Adrano al gestore ennese: i nomi dell’inchiesta sul gasolio fantasma

Aveva un volto, anzi cinque. L’operazione della Guardia di Finanza di Catania che ha smantellato il sistema di evasione su accise e IVA sui prodotti energetici, con un nodo investigativo anche nell’ennese, porta ora nomi e cognomi. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania ha applicato misure cautelari a cinque uomini, ciascuno con un ruolo preciso nell’architettura della frode ipotizzata dagli inquirenti.

Il perno

Al centro del sistema, secondo la ricostruzione della Procura distrettuale di Catania, c’è Alfredo Carcagnolo, 37 anni, imprenditore di Adrano. Amministratore di diritto e di fatto di sei imprese operanti nel settore dei trasporti su gomma e della logistica, sarebbe stato il principale beneficiario dell’intera operazione: rifornirsi di carburante a costo fortemente ridotto, abbattendo il peso fiscale sulla propria attività commerciale. Per lui il GIP ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il mediatore internazionale

Sessantasei anni, titolare della società inglese Oil Trading Ltd, Andrea Morroni avrebbe svolto il ruolo di intermediario per l’acquisto di gasolio da raffinerie dell’Europa orientale. Il carburante, trasportato su gomma e su rotaia verso l’Italia, viaggiava accompagnato da documenti che lo classificavano come “liquido bio anticorrosivo”, categoria esente da accise. Una copertura documentale che, nelle ipotesi investigative, avrebbe consentito di introdurre nel territorio nazionale circa 400.000 litri di prodotto energetico in totale evasione fiscale. Per Morroni è scattato il divieto di esercitare attività d’impresa.

Armando Grillo, l’imprenditore ennese

È il nome che lega la vicenda al territorio provinciale. Armando Grillo, 72 anni, gestiva un deposito di prodotti energetici nell’ennese dal quale, secondo gli investigatori, Carcagnolo si sarebbe approvvigionato di gasolio agevolato destinato all’agricoltura — un prodotto che sconta un’aliquota IVA al 10% anziché al 22% e circa cinquanta centesimi in meno al litro sulle accise per poi utilizzarlo nei mezzi della propria flotta commerciale. Anche per lui il GIP ha disposto il divieto di esercitare attività d’impresa.

Lo schermo burocratico

Cinquant’anni, amministratore di una cooperativa agricola di Biancavilla, Rocco Di Primo avrebbe prestato la propria struttura societaria come intestatario formale delle forniture di gasolio agricolo provenienti dal deposito ennese di Grillo. Le vendite, nella realtà destinate alle società di trasporto di Carcagnolo, sarebbero state fatturate alla cooperativa per conferire apparenza di liceità all’operazione. Anche nei suoi confronti è stato disposto il divieto di esercitare attività d’impresa.

L’autista

Trentotto anni, Pietro Puglisi è uno dei tre autisti che avrebbero materialmente effettuato i viaggi per il recupero e l’introduzione in Italia del carburante acquistato dalle raffinerie estere. Il suo nome figura tra i destinatari delle misure cautelari con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sul fronte patrimoniale, il sequestro penale ha colpito i beni e le liquidità delle tre imprese adranite riconducibili a Carcagnolo — Tir International Srl, Logistica Zero e New Logistica — per un importo complessivo superiore a 235.000 euro. La Tir International è stata inoltre raggiunta dal sequestro per responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001.