Enna si organizza: nasce il Comitato per riaprire il museo Alessi, chiuso da 20 anni
Enna-Cronaca - 14/03/2026
Il Teatro Neglia di Enna era gremito, la sera del 13 marzo, nonostante la concomitanza di più eventi in città. Un dettaglio non trascurabile: quando una platea si riempie controvento, significa che qualcosa ha iniziato davvero a muoversi. E in effetti, a distanza di oltre vent’anni dalla chiusura del Museo Alessi, la comunità ennese ha scelto quella serata per smettere di lamentarsi e cominciare a organizzarsi.
L’assemblea si è articolata in tre momenti: un aggiornamento sul successo della raccolta firme per i «Luoghi del Cuore» FAI 2025 — oltre novemila adesioni, un risultato che dice molto sull’attaccamento della città a quel patrimonio —; un approfondimento culturale con gli interventi della studiosa Maria Concetta Di Natale e dello storico dell’arte Sergio Intorre; infine, il dibattito aperto tra i cittadini. Ma è stata la proposta conclusiva a cambiare il registro della serata, trasformando uno sfogo collettivo in un atto fondativo.
Bruno: “Diritto etico e culturale della comunità”
A introdurre i lavori è stata Nietta Bruno, portavoce del coordinamento cittadino per la riapertura del museo. Ha ricordato che la proprietà della chiesa e la legale rappresentanza del parroco *pro tempore* sono dati incontestabili — ma ha aggiunto, con una fermezza che ha trovato eco in tutta la sala, che altrettanto imprescindibile è il diritto etico e culturale della comunità ennese a fruire di quel patrimonio.
Bruno ha respinto con nettezza le accuse di strumentalizzazione civica o politica, rivendicando la dignità di un percorso condiviso da gran parte dei cittadini. E ha richiamato le parole stesse del canonico Giuseppe Alessi, che nel suo testamento individuò con chiarezza difficilmente equivocabile la destinazione naturale della sua collezione: oggetti raccolti — scrisse — «col senno, col denaro e con l’industria per porli in luogo pubblico e a pubblica instruzione».
Su un punto l’assemblea ha convenuto all’unanimità: le collezioni devono rimanere integralmente unite, senza frammentazioni. E il corpus da esporre dovrà includere anche i gioielli del Tesoro della Madonna della Visitazione, frutto di secoli di devozione popolare verso la Patrona di Enna.
La svolta: un comitato riconosciuto
La proposta operativa di Bruno è stata la vera novità della serata. Per aderire a un principio di realtà e procedere con obiettivi concreti, ha argomentato, è necessario dotarsi di uno strumento adeguato: un comitato giuridicamente riconosciuto, capace di interloquire con le istituzioni, di sedersi ai tavoli che contano e di intraprendere le azioni necessarie a una soluzione pacifica di una vicenda che da più di vent’anni non trova sbocco.
La risposta della sala non ha lasciato margini di dubbio: tutti i presenti hanno sottoscritto il modulo di adesione al costituendo comitato promotore. Il modulo sarà pubblicato online per consentire l’adesione anche a chi non era presente.
La posizione della Curia
Il Comitato nascerà con uno spirito costruttivo, non conflittuale. La Diocesi di Piazza Armerina e la Parrocchia della Visitazione hanno già manifestato, nel quadro del protocollo d’intesa firmato col Comune di Enna nel maggio 2023 e tuttora vigente, la propria disponibilità a organizzare mostre della Collezione Alessi presso Palazzo Chiaramonte, con un orizzonte operativo fissato al 2027. È su quel tavolo — e con quella controparte — che il nuovo Comitato è chiamato a lavorare.