I tesori del museo Alessi, la Curia apre alla mostra

Ventitre anni. Tanto dura la lunga notte del Museo Alessi di Enna, chiuso al pubblico in un silenzio che la città sopporta sempre meno. Oggi, 13 marzo 2026, il Teatro Neglia ospita un’assemblea civica per chiedere una mostra che sveli quei tesori. Dal fronte ecclesiastico arriva una risposta: la Diocesi di Piazza Armerina e la Parrocchia Maria Santissima della Visitazione si dichiarano pronte a organizzare una mostra della Collezione Alessi, nel solco del protocollo d’intesa firmato col Comune di Enna nel maggio 2023 e ancora pienamente in vigore. Un segnale che ribalta la narrazione dominante: quella di una Curia arroccata sui propri beni, sorda alle richieste della comunità.

La voce della Diocesi

A prendere la parola è Giuseppe Paci, direttore dell’Ufficio per l’Arte Sacra e i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi, che firma una ricostruzione puntuale e cronologica degli ultimi anni. Il messaggio è netto: in nessuna fase del lungo iter la Chiesa ha frapposto ostacoli. Anzi, è stata spesso la parte più attiva nel cercare soluzioni. I problemi sono stati di natura strutturale e logistica, e le soluzioni proposte si sono rivelate, una dopo l’altra, inadeguate — per ragioni certificate, non per pretesti.

Tutto inizia nell’autunno del 2021, quando il Vice Sindaco Francesco Colianni bussa alla porta del parroco Monsignor Murgano per proporre una collaborazione: una mostra temporanea di alcuni beni della Collezione Alessi in una sede comunale. La risposta della parrocchia è immediata e positiva. Seguono mesi di incontri, bozze di convenzione, confronti con le autorità competenti di entrambe le parti. Il lavoro porta i suoi frutti: il 24 maggio 2023, Comune e Parrocchia sottoscrivono una Convenzione che prevede tre mostre temporanee a rotazione annuale presso Palazzo Chiaramonte, con una selezione di reperti della Collezione Alessi. La Convenzione ha anche una visione di lungo periodo: i proventi delle mostre confluiranno in un conto corrente dedicato, per alimentare un fondo destinato alla futura riapertura del museo. Il 7 giugno 2023 il parroco trasmette già al Comune l’elenco delle opere disponibili per il prestito temporaneo della prima mostra. La macchina sembra avviata.

Il Varisano, il Soprintendente e le difficoltà logistiche

La disponibilità della parrocchia, sottolinea Paci, non si è limitata all’interlocuzione con il Comune. Monsignor Murgano aveva proposto in parallelo anche al Soprintendente di Enna e all’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi una convenzione analoga per mostre temporanee da tenersi al Museo Varisano. Fu lo stesso Soprintendente a frenare: oltre alle difficoltà burocratiche, spiegò, il Varisano non era attrezzato per accogliere i reperti della Collezione Alessi. Difficoltà logistiche oggettive, non opposizione della Chiesa. Il progetto si chiuse lì.

Il Palazzo della Cultura bocciato sul campo

Su iniziativa del Soprintendente ai Beni Ambientali e Culturali di Enna si aprì poi una nuova fase istituzionale, con un primo incontro in Soprintendenza alla presenza del Sindaco, del Soprintendente, di un rappresentante dell’Università Kore, dei delegati del FAI e dei rappresentanti della Parrocchia. La parrocchia ribadì ancora una volta la propria disponibilità al prestito temporaneo delle opere. L’incontro si concluse con la proposta del Sindaco di effettuare un sopralluogo al Palazzo della Cultura, individuato come possibile sede espositiva.

Il sopralluogo si tenne in un secondo incontro, con gli stessi protagonisti eccetto il Sindaco, rappresentato da un funzionario comunale. L’esito fu impietoso. I rappresentanti della parrocchia, per quanto di loro competenza tecnica sui beni culturali, rilevarono una serie di criticità che rendevano i locali semplicemente inadeguati: assenza di sistemi di sicurezza per la tutela delle opere; mancanza dei requisiti antincendio previsti dalla normativa per luoghi di esposizione museale; nessun sistema di controllo microclimatico — temperatura e umidità fuori controllo, condizione letale per dipinti, statuette e monete storiche; illuminazione non conforme agli standard museali. Non burocrazia, non pretesti: ciascuna di queste carenze, presa singolarmente, è sufficiente a rendere illegale e pericolosa qualsiasi esposizione. Il Palazzo della Cultura fu scartato, con la raccomandazione di un preventivo e significativo adeguamento strutturale e impiantistico.

Una collezione da conoscere meglio

In entrambi gli incontri istituzionali, la Diocesi ha colto l’occasione per fare una precisazione che il dibattito pubblico tende sistematicamente a ignorare. La Collezione Alessi — quella di cui si discute — comprende la quadreria, ovvero dipinti di diversi periodi storici, le statuette egizie e le monete storiche. Non include il celeberrimo Tesoro di Maria SS. della Visitazione né gli oggetti della Collegiata Chiesa Madre: questi sono patrimoni distinti, di proprietà della Collegiata, e costituiscono una questione separata. Una distinzione non secondaria, che ridisegna con precisione i confini di ciò che è effettivamente sul tavolo.

La telefonata del Sindaco e il 2027 come orizzonte

L’ultimo atto si consuma nell’ottobre 2025. Il Sindaco chiama personalmente Monsignor Murgano per anticipargli l’arrivo di una lettera ufficiale: il Comune è pronto a mettere a disposizione i locali di Palazzo Chiaramonte a partire da gennaio 2027. Il parroco ringrazia e ribadisce la piena disponibilità a procedere nel solco della Convenzione del 2023, ancora in vigore e mai revocata.

Il quadro che emerge è dunque quello di una parrocchia che ha detto sì sin dal primo giorno al Vice Sindaco nel 2021, alla Convenzione nel 2023, al Soprintendente quando propose il Varisano, agli incontri istituzionali del 2025. Una disponibilità documentata, atto per atto. Gli ostacoli, ogni volta, sono venuti dagli spazi: inadeguati, non attrezzati, fuori norma. Non dalla volontà della Chiesa.

Nel 2025, intanto, oltre 9.000 ennesi hanno votato il Museo Alessi come «Luogo del Cuore» del FAI. Un segnale che la città non ha dimenticato quei tesori. Palazzo Chiaramonte, dal 2027, potrebbe finalmente rispondere a quella chiamataI